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Ricomincio da “Alviero”!

Del: 07/05/2008



Creatore ed ex proprietario del marchio Alviero Martini 1a  Classe, il famoso stilista Alviero Martini vende tutto per ricominciare da capo. O meglio per ricominciare da Alviero con ALV, Andare Lontano Viaggiando, la sua nuova collezione personale.

In passato ha fatto il pittore, il vetrinista e per alcuni anni anche l’attore. Com’è approdato nel mondo della moda?
Nato da un padre che mi voleva contadino, mi sono imposto di fare ciò che interessava a me. Sapevo di essere portato  per le arti applicate, ma non sapevo ancora in quale preciso ambito. L’approccio con la moda è arrivato quando ho iniziato a lavorare in un negozio di tessuti dove ho appreso anche l’arte della sartoria.

“Voglio fare qualcosa che non ha mai fatto nessuno”. Da dove nasce questa frase? Pensa di esserci riuscito?
Fu una risposta che diedi a 8 anni e ovviamente mi diedero del presuntuoso, ma me la porto dietro fin da allora. Quando quello che creavo non mi sembrava poi così unico passavo ad altro.

Un giorno a Mosca, dove lavoravo come arredatore, vidi in giro una mappa geografica che mi ispirò. La presi e senza pensarci l’appoggiai su una valigia creando il primo prototipo di accessorio con quella stampa. Il progetto partì nel 1990 con un successo mondiale, il pubblico apprezzò l’idea che  volevo comunicare: l’appartenenza ad un’etnia. Tutto questo sviluppò un business e un marchio molto forti nel mondo. Direi quindi che ho ampiamente soddisfatto quella che era la mia esigenza; con questo però, non ho esaurito la mia curiosità, e passerò il resto della vita a cercare altro. Di sicuro chi considerava le mie idee poco fruibili si sarà dovuto ricredere.

Chiusi del tutto i rapporti con la sua vecchia azienda, ci parli del suo nuovo marchio AL
Tengo a precisare che non ho più nulla a che fare con la vecchia azienda.
Il mio nuovo marchio è solamente “Alviero”, il mio nome, con l’acronimo “ALV”, Andare Lontano Viaggiando, che rappresenta una costante del mio codice genetico, il viaggio,  ma con un dovuto restyling del tema. ALV è un timbro postale o da passaporto, il francobollo è un contenitore di icone che possono essere celebrate di volta in volta, a seconda delle ricorrenze. Alcune celebrità hanno avuto la possibilità di avere la loro faccia effigiata nel francobollo sotto il timbro, una cosa assolutamente esclusiva, unica e non vendibile al pubblico. Un lusso per pochi. Abbiamo esordito per la prima volta a settembre con un grosso successo di pubblico, di stampa e anche di buyer. Chiaramente vanno ancora tarati i prezzi rispetto ai prodotti, ma questo fa parte del gioco, e di un progetto agli inizi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Originale l’idea di presentare la sfilata di settembre su un ring…
L’idea è nata da alcuni capi della collezione dedicati all’anatomia del corpo. La viaggiatrice ha una sola necessità: stare comoda. Ho creato, di conseguenza, dei capi ergonomici, studiati per seguire le forme del corpo. Da questo ho pensato alla palestra, e poi al ring. I guantoni sono metaforicamente ironici, servono per tonificarsi senza far male a nessuno.

Tra le novità spicca quella della collezione annuale e non più stagionale. Pensa sia la nuova tendenza?
Alcuni ritengono che questa nuova filosofia sia controcorrente, altri invece la trovano in piena tendenza con le esigenze di mercato. L’idea di fare una collezione all’anno credo sia la soluzione ideale dal punto di vista climatico. Nessuno fa più il cambio degli armadi, e il fatto che non esistano più le mezze stagioni non è un luogo comune, ma un dato oggettivo. Perciò ci sarà una sola collezione all’anno, che ora si chiama 2008, poi 2009, e così via. Solo a metà stagione inserirò un flash, già progettato insieme al resto, così chi ha già comprato dei capi può tranquillamente abbinarli. Questo significa anche preservare l’economia personale del cliente e non intasare i negozi con merce che poi andrà in saldo. Siamo su una fascia di mercato alta ma non inaccessibile, diretta ad un pubblico che cerca capi duraturi nel tempo, con ottimi materiali e linee senza tempo.

Il viaggio è uno dei fili conduttori della sua creazione, presente sia nel vecchio marchio che nel nuovo. Cos’altro hanno in comune le due linee?
Sono due progetti distinti, ma l’uno non va a scontrarsi con l’altro. Il viaggio ha sempre fatto parte del mio DNA, ma paradossalmente ho scoperto anche un nuovo valore, la sosta: fermarsi per pensare, riflettere e magari ottimizzare il viaggio. Se la congestione del mercato e della vita sociale ci hanno fatto perdere molti valori, con la sosta li possiamo ritrovare. Si tratta di un viaggio più interiore, sempre rimanendo in ambito moda e arte applicata, per rimettere in ordine le proprie idee e mirare all’obiettivo senza sprecare energie.

 

Lo scorso anno c’è stata la presentazione del suo primo libro, cosa insolita per uno stilista…
Non ho scritto un libro ma ho cucito dei ricordi che vanno dalla mia infanzia fino al 2005, momento in cui ho ripercorso tutte le tappe della mia vita per capire se tentare un altro viaggio. Ho raccolto tutto e l’ho confezionato all’interno di un libro che ha avuto molto successo. La mia è una storia come tante, in cui il pubblico si può riconoscere. L’intento era di trasmettere ai giovani la determinazione nel perseguire un progetto, un sogno, proprio come ho fatto io.

Tratto da What’s Up magazine 19, marzo 2008

Alessandra Veschi
foto di Mauro Longhi

 
 

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