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Comunicazione e finanza: un approccio più trasparente

Del: 13/05/2008


Nel dopo Mediolanum Market Forum, il grande convegno tenutosi al Palazzo della Borsa di Milano sul finire del mese scorso e alla cui sessione mattutina è stata collegato, in una dimensione unica nel panorama europeo, un prosieguo localizzato in ben 120 città italiane ed europee con l’intervento di altri grandi nomi della finanza e della comunicazione. abbiamo avuto modo di rincontrare uno dei protagonisti di questo straordinario evento.

Dominick Salvatore presenta un profilo d’eccellenza: professore ordinario di Economia Politica presso la Lum Jean Monnet di Casamassima, è stato Presidente dell’International Trade and Finance Association ed è Co-Presidente della New York Academy of Sciences. E’ inoltre consulente delle Nazioni Unite, della World Bank, dell’International Monetary Fund e dell’Economy Policy Institute ed editore dell’Handbook Series in Economics per la Greenwood Press e dell’Open Economies Review, del Journal of Policy Modeling e dell’American Economist.

Si parla spesso di un nuovo rapporto tra utente e marca: l’utente è chiamato all’interattività e giunge a proporre addirittura egli stesso i prodotti. Il mondo finanziario, che è più tradizionale, come sta reagendo a questa richiesta?

Nel mondo industriale c’è una pronta risposta infatti le imprese sono in contatto continuo con i consumatori e rispondono ai cambiamenti di gusti e di esigenze abbastanza rapidamente. Il settore finanziario invece va velocissimo ma non si traina dietro il pubblico, quindi non c’è dialogo e spesso pubblicizza sul mercato prodotti che il cliente non riesce a comprendere. Questo momento difficile che stiamo vivendo dovrebbe farci comprendere quanto sia necessaria una vera cultura riguardo il mondo finanziario.

Ci sono dei mezzi, per esempio la pubblicità comparativa, per veicolare questa nuova cultura finanziaria di cui c’è tanto bisogno nel rapporto cliente-banca e cliente-finanza?

La cosa più importante è sviluppare maggiormante una cultura di base. I prodotti finanziari sono diventati sempre più difficili da valutare. Questo vale non solo per l’Italia, ma anche per gli Stati Uniti. La nuova finanza creativa evolve così rapidamente che la persona non addetta ai lavori (ma forse anche gli addetti ai lavori), anche se intelligente, rimane perplessa. Serve quindi una cultura di base: per fare un esempio, la scuola o i programmi televisivi dovrebbero insegnare come valutare questi nuovi prodotti finanziari e il mercato in generale.

Fabrizio Bellavista

 
 

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