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Ascolta un consiglio, è rock

Del: 17/05/2008

Il caso Last.fm, quando la radio è social

Per chi ama la musica, questi sono tempi d’oro: nessuna generazione precedente alla nostra ha mai avuto tanta possibilità di fruizione dei contenuti musicali. La si potrebbe definire, parafrasando il titolo del celebre libro di Jeremy Rifkin, “L’età dell’accesso alla musica”.  

Le cose erano decisamente diverse fino a poco più di dieci anni fa. Fruire della musica significava, nella stragrande maggioranza dei casi, acquistarla. Il che, per definizione, implicava un processo decisionale di una certa lunghezza e complessità, all’interno del quale il ruolo di gatekeeper delle informazioni era prevalentemente ricoperto da media come radio, tv e riviste musicali, oltre che, in modo ancora più efficace, dal canale “sociale”: gli amici, o il commesso di fiducia nel negozio di dischi. Ognuno di noi ha almeno un amico rockettaro che in adolescenza l’ha istruito ai mostri sacri rock pronto a dimostrarlo.

A distanza di tre lustri, tutto questo sembra aver subito, più che un tracollo, una vera esplosione: il web ha di fatto eliminato la barriera tra chi produce contenuti e informazioni e chi ne fruisce, trasformando profondamente il processo decisionale di fruizione della musica. Rimane però invariato il fattore umano: gli amici continuano ad influenzare profondamente il modo in cui i nostri gusti musicali si formano e si sviluppano nel corso del tempo. I loro consigli e opinioni hanno però trovato nuovo spazio in rete: si sono trasformati in recensioni sui music store, in post sui blog, in invio di link. Oppure in strumenti come tag in quella che viene definita, un po’ enfaticamente, la web radio della “social music revolution”: Last.fm.

Last.fm (www.last.fm) è una web radio che, se non conoscete già, vi consigliamo caldamente di sperimentare. E’ sufficiente iscriversi e creare il proprio account per iniziare ad ascoltare gratuitamente tutta la musica che volete. Dal momento che il catalogo disponibile conta qualche milione di brani, la scelta sul “cosa ascoltare” non appare affatto semplice: per questo il funzionamento di Last.fm si basa su un potente motore di ricerca che vi permette di creare una vostra radio personalizzata partendo (ad esempio) dal vostro artista preferito o da un genere musicale. L’efficienza di questo motore di ricerca si basa completamente sul contributo degli “amici”, ossia i 21 milioni di utenti che da tutto il mondo si collegano a Last.fm per fruire gratuitamente della musica in streaming, e soprattutto per condividere i propri gusti musicali all’interno della community.

Cosa fanno gli “amici”? Innanzitutto assegnano delle “etichette” (tag) ai vari brani che ascoltano, di modo che il motore di ricerca possa in qualche modo “digerire” queste informazioni e riutilizzarle per le selezioni musicali. Inoltre, creano un loro profilo all’interno del quale compaiono indicazioni come “brani consigliati”, “brani ascoltati”, “brani preferiti”: gli altri utenti non solo possono avere accesso a tutte queste informazioni, ma possono anche scoprire, sempre via motore di ricerca, quali “amici” sono più “vicini” alla loro sensibilità musicale. 

L’amico rockettaro, un tempo senz’altro commesso in un negozio di dischi, oggi è diventato una community di migliaia di persone che su Last.fm ci consiglia i mostri sacri del rock. Dopo aver taggato con l’etichetta “classic rock” i brani di Deep Purple, Led Zeppelin, The Doors, ha intelligentemente pensato di segnalarci che se ci piace questo genere potremmo anche apprezzare Bob Dylan o gli Eagles.

Grazie ai suoi preziosi consigli, la nostra web radio classic rock trasmette gratuitamente brani come: “Highway Star” (Deep Purple), “Hotel California” (Eagles), “Starway to heaven” (Led Zeppelin), “Ticket to ride” (The Beatles)…

Dire che il nostro amico rockettaro abbia cambiato mestiere, in definitiva, non corrisponde del tutto al vero: in fondo, nell’ultimo secolo, non ha fatto altro se non continuare a darci ottimi consigli musicali. Il web ha fatto tutto il resto. 

Chiara Santoro
www.kiver.com

 
 

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