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Il futuro della Maddalena

Del: 22/05/2008


L’arcipelago della Maddalena, paradiso marino a nord della Sardegna, si prepara a cambiare faccia. Prossimamente, infatti, inizieranno i lavori di riqualificazione che doneranno a questa manciata di isole un rilancio economico e un nuovo futuro che troverà il suo nucleo nella nautica turistica.

Il giorno 13 maggio 2008, presso il palazzo comunale dell’isola madre dell’arcipelago sardo, si è tenuto il convegno “Sea and Sardinia” che ha preso in analisi tale progetto e dove numerosi esperti si sono confrontati sul futuro della Maddalena. In sostanza, lo scorso dicembre, l’insieme di isole ha perso il ruolo di base NATO e anche la presenza italiana verrà ridotta nell’immediato futuro, tale situazione ha permesso lo sviluppo di un nuovo scenario e conseguente sviluppo. Il primo step sarà quello di impiegare le aree inutilizzate, le banchine e alcune strutture riconvertibili per accogliere il G8 2009 che si terrà sull’isola; poi, dopo la manifestazione, l’intera area sarà riconvertita e trasformata in un polo nautico e ricettivo di alto livello. Un progetto ambizioso che comprende 17 ettari di ex arsenale militare - che diventerà un cantiere nautico - l’ex ospedale militare e le caserme Faravelli e Sauro. Inoltre, l’intero waterfront della Maddalena, che si trova al centro del nucleo abitato, diventerà il cuore pulsante dell’arcipelago grazie a tre nuovi porti turistici che complessivamente offriranno 598 nuovi posto barca (tra i 7 e i 60mt) e 600 nuovi parcheggi interrati che permetteranno di liberare la passeggiata lungomare oggi impiegata in aree di sosta. Questo articolato progetto permetterà alla Maddalena di ritrovare una nuova vocazione, e probabilmente una nuova fonte di reddito.

Secondo Renato Azara, amministratore delegato dell’agenzia Sardinia Yacht Service, «la Maddalena potrà essere inserita quanto prima nelle rotte dei “maxi” e trovare così una valida prospettiva economica per i suoi abitanti».
E anche Thietty Voisin, presidente di Myba, Mediterranean Yacht Broker Assosiation, prospetta per la Maddalena una primavera feconda. «I progetti presentati – ha dichiarato Voisin – possono fare dell’isola una delle mete più prestigiose dello yachting internazionale, e noi siamo pronti a portare qui i nostri yacht e fare di questo luogo il gioiello della nautica, non in una indiscriminata invasione delle acque ma con soluzioni che sappiano coniugare sviluppo della nautica e rispetto dell’ambiente». Per l’ambiente poi ci sarà sempre l’occhi vigile Giuseppe Bonanno, presidente del Parco della Maddalena, e dei suoi collaboratori . Il presidente ha dichiarato infatti «di condividere l’intervento purché venga tutelato il paesaggio e l’ambiente, che è unico nel suo genere».

Un altro accorgimento particolare, anche questo volto a offrire servizi turistici migliori e al tempo stesso a tutelare l’ambiente, è l’installazione in rada di boe intelligenti MarPark.
«Queste boe – ci spiega Valerio Lombardi, amministratore delegato di Italgest Mare – sono dei sistemi di ormeggio ecosostenibili che cono in gradi di fornire, al turista che attracca alla boa, i servizi utili in rada e a terra grazie a un sistema di riconoscimento. Il servizio, che è composto da una struttura che preserva l’ambiente, prenotabile in anticipo, è in grado di assistere i turisti grazie ad un servizio di segreteria possono lasciare la barca in rada e fruire di tutto quello che offre la terra ferma offre grazie all’aiuto del servizio MarPark».
Per la realizzazione dell’intero progetto si parla di una spesa indicativa di 3.500.000 euro che potranno probabilmente essere finanziati grazie ai contributi regionali utili per realizzare le opere di importanza strategica per il G8. Intanto la Maddalena si prepara per il trucco e strizza l’occhio ai maxi yacht.

Marco Ferri

 
 

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