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FOCUS ON MANAGEMENT BRANDING MEDIA INTERNATIONAL

Sulla scia stellata dei Templari … verso il marketing dell’ORO alchemico.

Del: 26/05/2008

Come procedere sui Sentieri delle Stelle senza prima ingranare la marcia indietro della nostra ‘Macchina del Tempo’ per intervistare i Cavalieri Templari che di questa intricata ed emblematica rete viaria furono ingegneri, custodi e liberi battitori?

Partiamo dunque dall’hangar dei Monti Sibillini ove il nostro veicolo virtuale ha sostato per rifornirsi di quello speciale carburante, raffinatissimo e a buon mercato, che senza produrre polveri tossiche e sostanze inquinanti offre il massimo della resa anche a velocità supersoniche. Per incanto catapultati nell’Evo Medio, percorriamo quella via Francisca, alternativa della più nota Francigena, che serpeggiando lungo tutta la dorsale appenninica fa da cintura alle terre della Sibilla, per poi sfrangiarsi a raggiera in vari diverticoli, ripercorrendo in alcuni tratti le grandi vie Consolari. È verso questo snodo viario che all’epoca convergevano i traffici commerciali, per smistarsi verso Roma e ancor più a Sud, o verso il Nord Europa, oppure attraverso le Valli dell’Aquila fino a raggiungere i porti della Puglia, solcare il Mediterraneo e transitare in Oriente. Per un lunghissimo arco temporale e con ininterrotta continuità, stelle a più punte e simboli fiorili ornarono i portali e gli architravi di quegli ospitali, magioni, edifici civili e religiosi che si stagliavano lungo queste intrecciate vie di comunicazione e, soprattutto fra il XII e XIV secolo, cooptati dall’Ordine del Tempio, entrarono a far parte dell’iconografia simbolica atta ad individuarne la preponderante presenza, i possedimenti, nonché la tradizione sapienziale.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ai Templari, Top-manager e ‘Strategic Planner’ della comunicazione e del marketing imprenditoriale del tempo, chiediamo come mai inclusero questo brand stellato fra gli slogan dell’Ordine e i “motti” che ne caratterizzavano la ‘Regola’ loro conferita da San Bernardo di Chiaravalle? E perché deviarono da mete più canoniche e mistiche, come ad esempio Compostella, per le terre della Sibilla appenninica così eretiche e alternative? E come mai i loro simboli e motti continuarono ad essere scolpiti sugli edifici dell’enclave sibillina anche dopo lo scioglimento del loro Ordine?
È certo che quali devoti adoratori del più sublime aspetto dell’Eterno Femminino e della Gran Madre universale, essi trovarono una corrispondenza filosofica e simbolica con l’onnicomprensivo archetipo sibillino! Come parimenti riconobbero nella cultura, nella prassi e nell’economia della community centro-appenninica, un perfetto ed etico modello imprenditoriale e commerciale che, attraverso una filiera circolare e concentrica, consentiva l’attuazione di un meccanismo di andate e ritorni di ricchezza. Una strategia di marketing concatenata in un circuito produttivo atto a rinnovare e moltiplicare, sia con l’espansione all’esterno, sia con la concentrazione verso il centro o cuore pulsante della stessa comunità, le risorse e i capitali più diversificati. Inoltre si narra che ogniqualvolta un Maestro dell’Ordine del Tempio entrava in una nuova casa o possedimento, pronunciava le seguenti ed esplicite parole: “Qui abiterò perché l’ho scelto, oh Stella Mattutina” con appariscente riferimento alla Vergine Maria cantata per l’appunto nelle laudi religiose come Stella del Mare e Stella del Mattino. È facile però che il management templare volesse così imprimere al luogo prescelto, quella funzione espansiva e concentrativa, di aperta accoglienza e di salvaguardia insieme, che l’ideografia stellare simbolicamente evoca col suo nucleo centrale attorniato da un numero variabile di raggi proiettati a tutto tondo.

Tanto che, parallelamente o in alternativa alla famosa croce patente, con le stelle promulgarono ogni loro strategia imprenditoriale, specificando e pubblicizzando con questa marca, commende, ospitali, magioni, i loro quartieri generali, le loro piccole e grandi fabbriche multietniche, i magazzini ricolmi di ricchi tesori importati da ogni dove, come pure le segrete in cui occultavano famose reliquie unitamente a tutto il corpus delle loro conoscenze sui più grandi misteri dell’universo.

Un esempio di stelle centrate dalla croce templare su di una monofora della chiesa di S. Giacomo (XIII-XV sec.) - Ascoli Piceno Tutte le loro strategie d’impresa pare s’ispirassero alla configurazione di alcune mappe stellari e in particolare alla costellazione di Virgo (Vergine) le cui stelle determinavano le giuste coordinate verso le fortunate mete dei loro viaggi per mare a bordo della loro flotta, battezzata per l’appunto ‘Stella Maris’. Ma l’invidia per la loro sapienza misteriosofica, per i loro poteri supernormali e per le ancor più incredibili ricchezze, al fine provocò lo scioglimento dell’Ordine da parte del Papato e, la condanna al rogo per eresia dei loro Gran Maestri, decretata dalla Santa Inquisizione, fu eseguita nel 1314 su ordinanza del re di Francia Filippo il Bello.


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Borgo di Uscerno (Montegallo – AP): Motto Templare sul portale di un edificio rinascimentale Riciclatasi in altri Ordini cavallereschi e Confraternite, la tradizione templare persisté a lungo, come a tutt’oggi testimonia la duratura presenza del suo brand stellato e del motto: “Non nobis Domine, non nobis, sed nomini tuo da gloriam” scolpiti sui portali di emblematici edifici superstiti del XV e XVI secolo, ubicati in territorio sibillino. E quest’area montana, crocevia multidirezionale per smistare e controllare, oltre i flussi della viabilità, le risorse economiche e il business imprenditoriale e commerciale dell’epoca, si confermerà ancora per lungo tempo come terra di rifugio o d’elezione per quegli spiriti liberi, creativi e produttivi, che amarono riconoscersi, al di là di ogni etnia o credo religioso, in una tradizione simbolica e prammatica insieme, che seppe ben coniugare o adattare valori umani ed etici a produttività e ricchezze equamente e saggiamente distribuite.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La Montagna della Sibilla che domina l’antico snodo della viabilità centro-appenninica dei Sentieri delle Stelle Sulla base di queste premesse, nella prossima puntata del nostro viaggio, scopriremo l’altra faccia delle Stelle e, percorrendone a ritroso i sentieri, esamineremo come i possedimenti Templari dell’area sibillina, nel mentre in tutt’Europa imperversava la caccia agli eretici e alle streghe, si tramutarono in laboratori alchemici e spagirici, per mimetizzare, tra i fumi e i vapori di misteriose tecniche di distillazione e trasmutazione, l’enigma della Pietra Filosofale e della fabbricazione dell’ORO… un segreto custodito, oracolato e tramandato, nel corso dei millenni, di Sibilla in Sibilla…

Anna Maria Piscitelli
www.elissa.net  - “L’eco della Sibilla”
Info: anny@elissa.net - edmir@tin.it

 
 

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