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Europei 2008: a breve il fischio di inizio

Del: 03/06/2008


Pochi giorni e cominceranno gli Europei di calcio. Ancora il solito, osannato pallone, capace di muovere come nessun altro sport (a parte negli Usa) interessi trasversali e inquantificabili. I Paesi ospitanti sono Austria e Svizzera, due Stati che hanno saputo conquistarsi sul campo la “nomination” della Uefa e adesso gongolano: è in arrivo una valanga di quattrini.
Soltanto in Svizzera gli studi commissionati dalla stessa Uefa parlano di 194 milioni di euro derivanti esclusivamente dal budget e dall’effetto turismo. Nei cantoni si aspettano circa 5,4 milioni di spettatori, di cui 1,4 stranieri. Sia la Svizzera che l’Austria hanno deciso di seguire l’esempio tedesco durante i mondiali del 2006: nelle città dove si giocheranno le partite verranno installati megaschermi nelle grandi piazze, in modo da richiamare ancora più tifosi, attratti dall’atmosfera speciale che si respira in queste grandi competizioni internazionali. Perché chi va a vedere gli Europei (o i Mondiali) non necessariamente sceglie di andare allo stadio. A parte questa sorta di “assistenza calcistica”, entrambi gli Stati padroni di casa hanno preparato una miriade di iniziative collaterali: visite ai principali luoghi di interesse turistico con tagliandi speciali abbinati al torneo, rilancio delle città e delle zone che non ospiteranno le partite delle nazionali (con visite toccata e fuga), promozioni in alberghi e ristoranti.

Ad approfittare del dio pallone ovviamente non sono soltanto Austria e Svizzera. Mentre i Paesi ospitanti esultano, Adidas punta proprio sugli Europei per scalzare la Nike dal trono dell’abbigliamento sportivo. L’azienda tedesca ha ottenuto la concessione dei diritti di sponsorizzazione globale durante tutto il torneo. E spera di ottenere i brillanti risultati conseguiti nei Mondiali di Germania: oltre 3 milioni di magliette delle squadre di calcio vendute, mentre gli acquisti dei palloni ufficiali del torneo sono stati più di 15 milioni, a un prezzo medio di 100 euro.

Per una competizione capace di attrarre il pubblico di tutto il mondo, però, il vero business globale sono i diritti televisivi. In Italia chi ride è la Rai, che dopo i Mondiali ha acquistato l’esclusiva di tutte le partite. Quattro anni di contratto, pagati alla Federazione Italiana Giuoco Calcio 153 milioni di euro, 25 in più rispetto al precedente quadriennio (la vittoria di Berlino ha pesato non poco sull’incremento del prezzo).
Indotto turistico, sponsorizzazioni e televisione (senza contare radio, Internet e cellulari) sono solo una parte del giro d’affari di questo Europeo. Nessuna sorpresa, il calcio non ha mai tradito.

Marco Lignana

 
 

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