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FOCUS ON MANAGEMENT BRANDING MEDIA INTERNATIONAL

Un ponte tra Oriente ed Occidente

Del: 30/05/2008















Si è conclusa la tredicesima edizione del Marketing Forum 2008, che ha visto uomini e donne del mondo del marketing e della comunicazione dibattere sul tema della dis-continuità.

Di notevole importanza per una corretta ed efficace implementazione di strategie di internazionalizzazione è stato il seminario “Esperienze d’Oriente”, tenuto da Bernardo Cervellera (Asia News), Roldano De Bastiani (Nuovo Mondo International) e Massimo Tchen ( TA LI).
“In Cina ci sono molti ricchi, ma 900 milioni di persone hanno uno stipendio che riesce solo a coprire le spese; tra questi, ben 365 milioni sono al di sotto della soglia di povertà – ha dichiarato Bernardo Cervellera – Il successo della Cina è a macchia di leopardo: la costa è molto sviluppata, le zone interne sono arretrate. Il governo supporta queste ultime ma non abbastanza per attirare nuovi investitori. Il recente terremoto ha creato molta solidarietà : nelle zone interne erano rimasti i bambini e le donne, mentre gli uomini lavoravano sulla costa. La responsabilità sociale si è rivelata molto importante. Bisogna riflettere su alcuni concetti chiave: la manodopera è a basso costo ed ha poche garanzie, motivo di frequenti rivolte; i contadini sono defraudati delle proprie terre e sfruttati per la costruzione di strutture di lusso; il 75% delle acque è inquinato ed il 35% dei cinesi non ha acqua potabile. Si innesca un effettivo pericolo di rivolta sociale, che può essere contrastato solo all’insegna della solidarietà, della libertà religiosa e dei diritti umani”.
“I cinesi sono abitanti di un paese visto come emergente, ma con una grande forza e volontà di egemonia. La costa è il suo futuro – ha proseguito Roldano De Bastiani -La preoccupazione dell’Occidente è la forza geopolitica dell’Impero cinese, che ha: un proprio programma di esplorazione spaziale (unico paese al mondo); una città, Shanghai, con 18 milioni di abitanti, in pratica un vero e proprio Paese nel Paese; un capitalismo selvaggio che cerca di compensare i gravi squilibri interni (città vs campagna/costa vs continente). Si passa così dalla massima ‘arricchirsi gloriosamente’ ad una ‘moderata prosperità’. In particolare, Shenzen è la metafora dello sviluppo: città vicina ad Hong King, si è trasformata da villaggio di pescatori a metropoli. Abbiamo due mercati di consumo nel mondo: da un lato gli USA, con 200 miliardi di dollari di disavanzo e dall’altro l’Europa con 100 miliardi di dollari di disavanzo. E gli investimenti nel campo dello sviluppo e della ricerca sono faticosi. Si importa, così, know-how dai Paesi esteri per il trasferimento di tecnologie. D’altronde, bisognerebbe pensare alla Cina come ad un mercato e non come ad un luogo dove produrre a basso costo. Per quanto riguarda l’Italia, i settori di investimento promettenti sembrerebbero essere: turismo incoming, (veri marchi di) lusso, automotive, nautico, farmaceutico. La soglia di ingresso è molto alta ma l’immagine italiana, in Cina, è positiva (per la mancanza di un passato coloniale, per lo stile di vita, etc.)”.
Massimo Tchen, infine, ha parlato del cambiamento dell’assetto statale delle imprese cinesi, che pian piano sono state privatizzate. Questa trasformazione, ovviamente, ha comportato cambiamenti nelle relazioni con l’estero, soprattutto nell’approccio al business della classe dirigente. Oggi la maggior parte delle imprese cinesi, anche a partecipazione straniera, sono provate. Siamo passati, così, ad una fase in cui conviene acquisire e non investire; o meglio, è possibile investire, ma bisogna valutare attentamente se cominciare da zero in un determinato settore oppure comperare un prodotto già esistente, collaborando con la controparte.

A conclusione dell’evento, due appuntamenti di notevole importanza per il mondo della comunicazione. Il primo, dal titolo "Il futuro della Comunicazione è già qui", è stato curato da Asso Comunicazione.
Marzia Curone (Presidente del comparto Direct Marketing dell’associazione) ha presentato una ricerca Astra comunicazione su “Gli italiani e il marketing di relazione: promozione, direct marketing, digital marketing”. I dati emersi riguardano innanzitutto la penetrazione di internet, pari a poco più del 40% (di cui il 32% è considerabile come Recent Really Internet User, ovvero utilizzatore degli ultimi tre mesi); la maggior parte degli utenti è costituita da giovani e adulti fino ai 44 anni, appartenenti ad una leadership elevata e con un livello di istruzione medio-superiore.
Il 65% si è dichiarato coinvolto almeno in un’attività internet e negli ultimi due anni c’è stato un grande sviluppo (si è passati appunto dal 37% al 65%) delle community del social networking, etc. In realtà è diminuito il tempo di permanenza a casa. “La vera innovazione non è solo cercare la novità in una nuova idea – ha affermato Marzia Curone - ma nel condividere con il cliente un approccio di tipo relazionale, declinato poi in un approccio cross mediale”.
Valerio Tedesco (International business manager di Concept), ha parlato dell’Enterprise Feedback Management, che consiste nella possibilità da parte dell’azienda di poter contattare, interloquire, parlare con tutti i suoi pubblici attraverso la raccolta di informazioni dall’esterno, l’analisi, la diffusione all’interno dell’azienda, e l’unione di informazioni interne ed esterne. EFM consente ai responsabili dei settori del marketing e delle vendite di entrare in contatto diretto con i pubblici che ci forniscono informazioni e gestire il flusso informativo in maniera autonoma, esercitando un controllo totale. Si tratta di un cambiamento comparabile al passaggio dal fax alla email. L’utente in questo modo ha la possibilità di concentrarsi esclusivamente sui contenuti business.
Per Marcello Cividini (presidente di customer di Customer Centric e consigliere AssoComunicazione), gli affollamenti pubblicitari hanno reso i mezzi tradizionali sempre più costosi e di difficile valutazione; i retailer, inoltre, ‘strizzano’ le marche e gran parte degli articoli è sempre in promozione. L’esigenza è quella di coinvolgere, soddisfare, fidelizzare i custode. E c’è un luogo in cui raggiungiamo il nostro target: il punto vendita. L’innovazione, per i retailer, è in un prodotto: un totem collegato in modalità cellulare nella gdo. Tramite il riconoscimento e l’identificazione dell’acquirente è possibile avere uno sconto: basta comporre il numero di telefono della macchina posta di fronte e ricevere il buono. Ovviamente in questo modo il negoziante riesce ad ottenere alcune informazioni sulla spesa, oltrepassando il limite imposto dalla violazione della privacy. Pier Carlo Pozzati (Presidente del Social Networking MilanIN), invece, si è soffermato sul concetto di social network, per definizione un qualsiasi gruppo di persone connesse tra loro da diversi legami sociali, rapporti di lavoro, etc., che costruiscono la propria identità virtuale e gestiscono una rete di contatti (LinkedIn, Facebook, MySpace). MilanIN, per esempio, Social Business Networking Club della città di Milano, è un nuovo tipo di social network, che rivoluziona il concetto principale basato sull’annullamento delle distanza, proponendo un concetto territoriale, diverso dal modello di espansione della rete. “Il social networking – ha concluso Pier Carlo Pozzati – può essere utilizzato come strumento di marketing B2C (che si sviluppa prevalentemente sui siti dedicati all’amicizia) o B2B, in cui esprime al massimo le sue potenzialità.

Infine, l’Agenzia di Comunicazione Integrata EGG e l’istituto di ricerca Astarea, hanno presentato i risultati dell’indagine "Cultura & Comunicazione, a Milano", un progetto di ricerca svolto per conto degli Assessorati alla Cultura della Provincia e del Comune di Milano e della Fondazione Antonio Mazzotta.
“Comunicare con la cultura è una scelta perseguita da numerose aziende: bisogna quindi costruire solidi legami tra progetti culturali e comunicazione d’impresa”: ha cominciato, presentando il progetto, Francesco Moneta, amministratore delegato di EGG.
In seguito, la parola è passata a Laura Cantoni, Partner di Astarea, ha illustrato i risultati della ricerca, che ha coinvolto i responsabili marketing e comunicazione di 35 grandi aziende italiane, evidenziando come esista un rapporto positivo tra chi comunica e chi investe in sponsorizzazioni. “La sponsorizzazione culturale assume sempre maggiore importanza, e si affianca a quella corporate; le aziende hanno dimostrato un maggiore interesse ad investire in questo campo, per promuovere l’aggregazione e l’interazione tra persone e imprese, in particolare nei settori ‘cultura e spettacolo’, ‘educazione’ e ‘sport’ – ha dichiarato Laura Cantoni - Agli intervistati è stato chiesto quali eventi della città di Milano dell’ultimo hanno ricordassero maggiormente. Anche in questo caso si è notata una discrepanza tra evento preferito, di tipo più soggettivo e personale (es: mostra) e grado di riconoscibilità, di tipo più corale e comunicativo (es. concerto)”.
Favorire partnership di comunicazione sempre più efficaci, insomma, tra le aziende e il mondo della cultura, con una particolare attenzione al territorio di Milano.

Deborah Baldasarre

Per visualizzare il video dell’evento, clicca qui

 
 

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