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Profilo del manager ICT del XXI secolo

Del: 11/06/2008


Capacità di governance a 360°: è questa la parola d’ordine nell’ambito delle competenze ricercate nel settore dell’Information and Communication Technology dove ai manager si richiede sempre di più una professionalità poliedrica in grado di far fronte alle necessità tecnologiche dell’azienda, ma anche maggiori capacità di vision sulle evoluzioni del mercato e di gestione degli aspetti più squisitamente organizzativi e strategici.

“Il mercato italiano e quello internazionale – sottolinea Francesco Manzini, Responsabile Divisione Technology di Michael Page – già da tempo evidenziano uno slittamento della funzione It da semplice divisione di staff verso un ruolo maggiormente strategico, che si concretizza in un crescente coinvolgimento del management tecnologico, il Chief Information Officer, su tematiche business oriented. Il nuovo CIO pone “crescita” e “innovazione” sempre più come chiavi di lettura delle future scelte informatiche, racchiudendo in questi termini un progressivo ampliamento del ruolo direzionale, che prospetta l’esigenza di nuove competenze sul mercato del lavoro. Le applicazioni di business intelligence, enterprise (Erp, Scm, Crm), storage, document management, networking e le architetture service oriented (Soa) stanno infatti orientando le aziende oltre che verso una maggiore integrazione con l’esterno, anche a una interfunzionalità sempre più spinta, in molti casi esplicata con l’inserimento di figure IT all’interno delle diverse aree aziendali, su progetti temporanei o permanenti.”
















Tra i fenomeni registrati nell’ultimo anno e mezzo, c’è la concreta difficoltà da parte delle aziende a reperire profili di middle management (35.000 – 65.000 euro) a causa della riduzione degli investimenti in formazione su figure professionali junior che ha caratterizzato il precedente periodo.
Inoltre, si evidenzia sia nel middle che nel top management una maggiore tendenza a ricercare posizioni in aziende cliente finale piuttosto che in società di consulenza che sono riconosciute tuttavia come la miglior scuola manageriale per maturare competenze a 360°. Le maggiori esigenze di governance e le più approfondite analisi di costi-benefici poi, portano le imprese a rivedere le proprie politiche di outsourcing in favore di nuove e più proficue iniziative insourcing rivolte a figure con competenze “knowledge intensive” fino a ieri demandate all’esterno e attualmente rivalutate come uno fra i più importanti fattori competitivi.

“Torna dunque alla ribalta il tema della formazione – conclude Manzini – e soprattutto si torna a investire internamente alle società per creare i manager del domani. Tra le figure professionali maggiormente richieste possiamo sicuramente indicare i Technical Architect, IP Planner Core Network, Datacenter Virtualization Architect, DB Administrator, IT Security Manager, Responsabile Networking, Programmatori .Net, Consulenti Erp”.

 
 

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