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Digital Finance, performance dei grandi gruppi

Del: 05/04/2004

Ottime performance dei grandi gruppi in un Q2 di sostanziale assestamento.
Il secondo trimestre 2003 registra un riassestamento del trend dei siti finanziari in Italia dopo il forte picco di traffico verificatosi nel Q1 03. Nel Q2 2003 quasi 5 milioni di persone hanno visitato un sito finanziario (banche, assicurazioni, siti di informazione finanziaria, ecc.) da casa o da ufficio: sono il 30% di tutti i navigatori nel trimestre.
Di costoro oltre 3,1 milioni sono entrati nelle aree riservate (https) dei siti bancari, utilizzando le funzionalità informative e dispositive delle banche online. Su base annua i visitatori delle aree riservate sono cresciuti del 13%, mentre rispetto al Q1 2003 si è verificato un calo dell’8%.
La maggioranza degli Istituti di Credito ed Operatori riflettono nel proprio traffico Internet il contesto di generale contenimento del traffico sui servizi finanziari online, le cui motivazioni non sono esclusivamente determinate dalle dinamiche di canale ma possono dipendere da fattori esogeni relativi alla relazione complessiva tra banche e clienti (calo della fiducia, tensione sul pricing, disallineamento tra domanda e offerta).
In controtendenza, per ragioni diverse, risultano: UniCredit (primo Istituto per traffico online con tassi di crescita del 13% sul totale del traffico al sito e del 26% sulle sole aree riservate alla clientela), Banca Intesa (con tassi di crescita del 2% sul totale del traffico al sito e dell’11% sulle aree https), Fineco (+3% sul totale visitatori, +6% sull’audience https), e-Family (+1% sul totale visitatori, +15% sull’audience https).

 “UniCredit continua il suo grande sforzo di riorganizzazione della struttura online avviato alla fine del 2002. Con successi molto importanti che lavorano su due direttive: da un lato migrare la customer base dallo sportello fisico a quello virtuale, dall’altro guardare agli utenti Internet come ad un bacino di potenziali clienti utilizzando il portale Vivacity per interfacciarsi con loro secondo una logica molto Web-oriented.” commenta Alessandra Gaudino, Senior Analyst Nielsen//NetRatings.

Se il conto online è spesso vissuto come l’estensione delle funzionalità di sportello 24/7, l’utilizzo dei servizi finanziari di un Istituto di Credito presenta un limitato potere fidelizzante. In realtà, l’estrema accessibilità di informazione e servizi che Internet rende possibile tende a favorire situazioni di multibancarizzazione, ossia l’utilizzo congiunto da parte di un unico utente di più conti correnti.
Nel Q2 03 questa situazione coinvolge in media il 45% dei clienti https delle banche: quasi un cliente online su due accede alle aree https di almeno due istituti. Questo fenomeno premia in particolare ING Direct, che sfrutta strategicamente la dinamica di multibancarizzazione con l’offerta di un conto di deposito, integrativo e non sostitutivo del conto corrente tradizionale.
ING Direct costituisce nel panorama finanziario italiano una innovazione che ha alterato equilibri consolidati grazie a una offerta mono-prodotto. Pur non rappresentando una alternativa al conto corrente tradizionale, ING Direct ha raggiunto risultati significativi nella raccolta drenando, proprio attraverso internet, una quota della liquidità giacente sui conti correnti. In questo modo la promiscuità dei comportamenti online risulta accentuata: oggi il 77% dei clienti di ING Direct utilizza le aree https di altri istituti.” commenta Paolo Barbesino, partner di CommStrategy.

Qual è il profilo di chi oggi utilizza servizi di banking e trading online? L’utente tipo dei servizi finanziari digitali è un uomo polarizzato su due coorti di età: il 25-35enne e l’adulto 35-49enne, con livello di istruzione e profilo professionale medio-alti. Nel Q2 03, tuttavia, si assiste a una graduale crescita delle donne tra i clienti online degli Istituti di Credito: il target femminile incrementa del 7% rispetto al Q1 03 con un impatto più visibile, in termini di peso relativo, in UniCredit e BancoPosta.

 
 

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