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Le bambole sotto accusa

Del: 20/06/2008


Anche le bambole finiscono in tribunale. E la guerra fra la Barbie e le sue più accanite rivali, le Bratz, adesso divampa non solo fra gli scaffali dei negozi, ma anche nelle aule giudiziarie. Lo ha deciso un giudice federale della California: in una sentenza pubblicata lo scorso 25 aprile ha infatti stabilito che Mattel, la casa produttrice delle celeberrime Barbie, potrà continuare la sua battaglia legale contro il suo ex dipendente Carter Bryant, accusato di essere l’ideatore delle bambole Bratz.

Bryant, mentre lavorava come progettista per l’azienda di El Segundo, si sarebbe divertito a elaborare un bozzetto tutto suo. Idea che nel 2000 avrebbe venduto - secondo la Mattel - alla Micro-Games America Entertainment, facendo nascere le Bratz.

Diventate un vero fenomeno di mercato in pochi anni, la Bratz hanno scalato le classifiche delle vendite negli Usa, fino a insidiare il podio della Barbie, fissa in pole position da quasi 50 anni.

Alte 25 cm, di proporzioni improbabili, le quattro Bratz - Cloe, Sasha, Jade e Yasmin - hanno non solo minato le vendite della loro rivale, ma hanno anche costruito un vero business parallelo grazie alla vendita di film, videogiochi e musica, aggiudicandosi nel 2001 il premio di Family Fun, come giocattolo dell’anno. Ed è subito scattata l’offensiva Mattel.

Secondo i legali dell’azienda infatti Bryant avrebbe infranto gli obblighi fiduciari di comunicare le sue invenzioni, stipulando segretamente un contratto con la rivale e danneggiando la società in cui lavorava. La quale adesso sostiene che le Brazt sono di sua proprietà e chiede un lauto risarcimento.

Proprio a causa delle quatto eroine, dicono i legali della Barbie, il fatturato Mattel ha subito una brusca frenata nel primo trimestre di quest’anno, con un buco di 46,6 milioni di dollari. La MGA Entertainment però non ci sta. E promette battaglia.

Rossella Ivone

 
 

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