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Cesvino, un successo al Vinitaly

Del: 05/04/2004

Sabato 12 aprile nel padiglione 14 del Vinitaly 2003 a Verona, Max Pisu –l’irresistibile Tarcisio di Zelig – ha alzato il calice Valcalepio per brindare al successo di Cesvìno , Valcalepio rosso doc che sostiene la campagna Cesvi "Fermiamo l’AIDS sul nascere" .

Grazie al contributo di 33.500 euro ottenuto dalla vendita di Cesvìno da giugno 2002 a marzo 2003, Cesvi potrà salvare 257 neonati africani a rischio di contagio. Max Pisu conferma così il suo personale sostegno alla campagna "Fermiamo l’AIDS sul nascere".
Nei mesi scorsi, Max ha registrato gratuitamente per il Cesvi due spot radiofonici e un video-streaming con un’intervista in cui spiega i motivi della sua adesione. 

Il progetto anti-AIDS, avviato dal Cesvi nel marzo 2001 nell’ospedale Saint Albert in Zimbabwe, ha l’obiettivo di prevenire la trasmissione dell’HIV dalle mamme ai bambini nell’Africa subsahariana attraverso un programma di prevenzione, di cura farmacologica, di assistenza alimentare ai neonati e di sostegno psicologico alle mamme, spesso ignare della propria sieropositività.

Dal 2001 ad oggi sono state coinvolte nel programma salva-vita del Cesvi 5.526 donne incinte che sono state sottoposte al test e assistite psicologicamente. Il farmaco antiretrovirale a basso costo è stato somministrato a 474 neonati e alle loro mamme.
12.170 persone hanno potuto per la prima volta acquisire consapevolezza della malattia e delle possibilità di prevenzione.
757 operatori sanitari hanno partecipato ai programmi di formazione sull’HIV/AIDS.

Oggi in Zimbabwe il progetto del Cesvi è operativo in 10 strutture ospedaliere sparse in tutto il Paese: proprio nel mese di febbraio 2003 il programma anti-AIDS è partito nel decimo ospedale, il Mvurwi Hospital, nel distretto di Mazoe - Provincia di Mashonaland Central.
Analoghi progetti sono stati avviati dal Cesvi nelle baraccopoli di Cape Town in Sudafrica, il Paese con il maggior numero di sieropositivi al mondo, e nella capitale dello Swaziland.
Parallelamente all’assistenza agli sfollati per la guerriglia, è stato avviato un progetto di sensibilizzazione e prevenzione dall’AIDS anche nella Repubblica Democratica del Congo.

 
 

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