Registrati | Login
  

FOCUS ON MANAGEMENT BRANDING MEDIA INTERNATIONAL

Ciampi in visita al Cesvi

Del: 05/04/2004

I «magnifici volontari» come li ha definiti il prefetto, che in terra orobica sono radunati in più di duemila associazioni (un recente censimento ne ha contate duemilatrecento, un numero davvero impressionante), sono stati rappresentati da due gruppi simbolo, l’Associazione nazionale alpini (Ana) e il Cesvi.
Due gruppi simbolo che naturalmente non esauriscono la diramata realtà dell’associazionismo bergamasco, ma che in qualche modo danno l’idea di quanto si muove sul territorio e anche fuori, nel mondo.
È nel mondo che opera il Cesvi, come ha spiegato il presidente Maurizio Carrara, che ha ricordato come i missionari bergamaschi siano ottocento «ed è in questo contesto di solidarietà internazionale che è nato il Cesvi, una delle più importanti tra le associazioni non governative, laiche e indipendenti».
Trenta sedi all’estero e la base a Bergamo: «Siamo gli unici nella Corea del Nord, in una situazione oggettivamente difficile visto il regime imperante. Ma non per questo abbiamo deciso di abbandonare la gente che ha bisogno di aiuto. Così come bisognosi di aiuto sono gli abitanti dell’Iraq: siamo anche là, tra la gente che soffre.
E vogliamo andare in Birmania, terra off limits: abbiamo il permesso, stiamo organizzandoci per avere alcune garanzie, almeno le principali». Ma la campagna del Cesvi, quella più nota e decisa è legata all’Aids e all’Africa, tema caro al presidente Ciampi: «Ci occupiamo delle mamme sieropositive, facciamo nascere e seguiamo passo passo i loro figli.
Il primo l’abbiamo chiamato Takunda che vuol dire "abbiamo vinto". Già, perché è stata una vittoria: è sano e lo faremo anche venire in Italia». È con orgoglio che Maurizio Carrara parla dell’impegno della sua associazione (…) Insomma, il desiderio, la voglia dei bergamaschi è di fare sempre più e sempre meglio per aiutare i più deboli e gli emarginati, per intervenire con prontezza e coordinamento nei momenti difficili e inaspettati. L’ha ben compreso il presidente Ciampi e probabilmente per questo ha voluto concludere il suo discorso con un grazie corale difficile da dimenticare: «Voi portate speranza, conforto, calore umano: beni preziosi, non meno di quanto lo sia l’assistenza materiale, pur così importante. Per ciò che fate, sapendo di parlare a nome di tutti gli italiani, vi dico il mio grazie».

Tratto dall’articolo di Rossella del Castello, L’Eco di Bergamo 8 maggio 2003

 
 

Business Video