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Un conflitto di...vino

Del: 10/07/2008


Con vero piacere ho presentato qualche sera fa nella sede della Provincia di Gorizia un libro che sicuramente merita di essere letto e riletto. Sopratutto dai burocrati. E’ un libro che parla di vino, e di una guerra tra Italia e Ungheria, che come tutti i conflitti, ha lasciato strascichi ma non ha risolto il problema per cui era nata. Una diatriba, tra Italia ed Ungheria, nata per via del Tocai/Tokaj che da anni scuote il mondo vitivinicolo europeo. Ci ha pensato un giovane giornalista del Friuli Venezia Giulia, Cristina Coari (collaboratrice del nostro giornale presso la redazione di Gorizia), a fare chiarezza con il volume intitolato “Bye Bye Tocai” (Edizioni Senaus pagg 172 euro 16,00).

“Molti – rileva l’autrice - non ne conoscono che i contorni generali, gli aspetti più eclatanti del tipo: non potremo più chiamare tocai il nostro buon tocai friulano! Molte persone restano perplesse di fronte a tante prese di posizione e ad una piccola guerra locale che si è sviluppata in Friuli tra i “paladini” del Tocai e i sostenitori del nome alternativo, Friulano”.

La giovane giornalista è riuscita ad ottenere la prefazione di un volto noto del giornalismo sportivo con la passione del vino, Bruno Pizzul. Ed è stato proprio quest’ultimo a voler apprezzare più di altri il lavoro della Coari

Il tocai “è più di un vitigno – scrive Pizzul nella prefazione - è vocabolo plurivalente che a lungo ha individuato il vino bianco genericamente inteso. Sono abitudini che si radicano nell’uso popolare, diventano quasi patrimonio, non solo lessicale, di un popolo e di un territorio.”

Ma la questione è più complessa e tocca i principi stessi della Comunità Europea. Da problema di etichetta a problema diplomatico: un bel salto davvero! Ivolume spiega come è sorto il problema, il suo evolversi ed il suo stato attuale, il tutto con una prosa brillante che rende piacevole anche la lettura dei passaggi giuridici apparentemente più pesanti. La Coari (laurea in Lingue e Letterature Straniere presso l’Università di Udine, e in seguito il titolo di Master universitario di II livello in Giornalismo Scientifico e Comunicazione Istituzionale presso l’Università di Ferrara) da sempre affascinata dal mondo del vino, nel 2006, dopo 10 anni come assistente di volo, “atterra” definitivamente nella campagna friulana, dove oggi lavora come Responsabile delle Relazioni Esterne in un’importante azienda vitivinicola del Collio. Aspirante sommelier, ha frequentato il corso (suddiviso in tre livelli) per ottenere l’abilitazione professionale presso l’Associazione Italiana Sommelier, e a breve sosterrà l’esame per la qualifica. La passione per la scrittura insieme alla curiosità “enologica” e all’amore per la ricerca culturale sono state la molla che l’hanno spinta ad affrontare questo delicato viaggio intorno a uno dei maggiori simboli della cultura e tradizione friulana, il Tocai. L’autrice Cristina Coari a detta di Pizzul, è infatti “abile ad evitare la trappola della noia espositiva, anche quando è costretta a riprodurre documenti ufficiali, notoriamente poco appetibili ai comuni mortali. La lettura diventa così agevole, utile a fissare in maniera completa ed esaustiva i termini della questione”. Un libro che non termina con la parola fine poiché la guerra del Tocai/Tokay sembra ancora ben lungi dall’aver incoronato un vincitore. Un libro da leggere tutto in un ..... sorso.
Provate a berlo questo libro.

Francesco Pira

 
 

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