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La reputazione di un territorio? È una faccenda «collettiva»

Del: 13/07/2008

Il prodotto turistico andrebbe vissuto come un’azienda, il cui azionista di riferimento è una comunità ospitale con se stessa e con i visitatori. Perché nessun prodotto e nessuna strategia possono sopravvivere senza la collaborazione e il sostegno di cittadini, imprese e organizzazioni locali.

La strategia utilizzata per promuovere un territorio è paragonabile allo sviluppo di un marchio o di un prodotto per un’azienda. I punti comuni sono molti, soprattutto se consideriamo gli obiettivi: identificare e comunicare in modo distintivo i diversi aspetti del prodotto con lo scopo di renderlo unico e desiderabile per un certo pubblico.
In realtà la sfida è molto più difficile e articolata, in quanto il prodotto turistico è assai complesso, ricco di aspetti e con target molto diversi.

La difficoltà maggiore nel costruire una strategia di marketing territoriale applicata al turismo sta proprio nella difficoltà di creare un consenso diffuso intorno al progetto-obiettivo, per una serie di motivi:


a) È difficile parlare alla cittadinanza perché il luogo ha significati di appartenenza molto forti (anche individuali);
b) E’ complesso misurare, soprattutto nel breve periodo, il valore aggiunto generato da un piano di marketing turistico;
c) La comunità socio-economica e in particolar modo i singoli cittadini sono disponibili ad accettare di mettere in secondo piano gli interessi personali dando priorità a quelli collettivi?

Il marketing moderno richiede integrazione totale dell’offerta turistica. Il turista chiede che tutto il sistema “turismo” funzioni: dal museo alle infrastrutture, dagli hotel ai ristoranti, dagli eventi al sistema shopping. L’offerta turistica non è divisibile e per vendere un territorio va ricercata la massima collaborazione tra tutte le categorie di portatori di interesse; si rischia altrimenti di marginalizzare sia i flussi turistici individuali sia quelli collettivi.
Se la competizione fosse, come negli anni Settanta e Ottanta, tra singoli prodotti, non ci sarebbero problemi; oggi invece la competizione è tra destinazioni e per questo motivo va cercata una logica sistemica e di rete fra tutti gli attori della filiera turistica.
A tal proposito il successo di una singola impresa turistica è dipendente dal successo dell’intero sistema.
Il marketing turistico-territoriale è il frutto di azioni che sono allo stesso tempo concorrenti e solidali; va quindi ricercata la massima fiducia tra tutti gli attori del sistema e il prodotto turistico andrebbe vissuto quasi come una S.n.c., il cui azionista di riferimento è una comunità ospitale con se stessa e con i visitatori.

L’argomento trattato riscontra un alto interesse e come tale ingloba anche delle difficoltà e contemporaneamente anche molte opportunità.

a) Nessun prodotto, nessuna strategia possono sopravvivere senza la collaborazione e il sostegno delle aziende e delle organizzazioni che lo fanno esistere ogni giorno.
b) Ogni contatto con il turista rappresenta  il momento della verità rispetto alle promesse fatte e dal quale il territorio può uscirne rafforzato o messo in discussione a seconda se le promesse sono state mantenute oppure no.

Per questi motivi nel marketing turistico è importantissimo il contributo di tutta la collettività. La costruzione di una buona reputazione, di un territorio accogliente e stimolante da visitare richiede molti sforzi, molta collaborazione e molti anni, mentre la sua distruzione può avvenire in un istante.

(tratto da NordEst Europa.it)

Edi Florian
“Immagine e Reputazione”
edi.florian@ediflorian.com
www.ediflorian.com

 
 

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