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EIRE, sognando la “green revolution”

Del: 13/07/2008

Quattro giorni di confronti sui grandi temi del costruire e sulle problematiche dell’abitare, all’insegna della eco-sostenibilità e del benessere dei cittadini. Progetti in cui le pubbliche amministrazioni e i privati collaborano, con lo scopo di ridurre le emissioni di CO2 dei nostri edifici.

Lo scorso mese a Milano si è tenuta EIRE (Expo Italia Real Estate), per quattro giorni luogo privilegiato di dibattito sulle sfide future in campo immobiliare. La panoramica proposta è stata ampia e ha riguardato sia il territorio italiano sia realtà emergenti come Turchia e Ungheria, o già note agli investitori come Russia, USA e Emirati Arabi con le loro strabilianti costruzioni.
Ai convegni istituzionali, a cui hanno presenziato ospiti di primo piano come i Sindaci Alemanno e Moratti, si è discusso di grandi tematiche di interesse collettivo, di infrastrutture e sviluppo sostenibile del territorio come motori per attivare la crescita economica e sociale del paese.
Dalle analisi è emerso come l’arrivo della rete ferroviaria ad alta velocità abbia subito fatto lievitare il prezzo degli immobili, rendendo i territori limitrofi al network su rotaia appetibili per la localizzazione di nuove attività produttive. Il completamento dei cosiddetti “corridoi”, ovvero le reti infrastrutturali che collegheranno Palermo a Berlino e Genova a Rotterdam e Anversa accorciando le distanze, muterà profondamente la percezione del territorio europeo e lo scenario immobiliare italiano. La crisi energetica vede poi in primo piano le Pubbliche Amministrazioni, che pretendono dai costruttori di domani progetti di qualità che evitino ogni sorta di spreco e che pongano grande attenzione al recupero e riutilizzo del patrimonio esistente.
Per la prima volta si nota un indebolimento della storica contrapposizione tra interesse pubblico e privato, alla ricerca di una forma di collaborazione volta al raggiungimento di obiettivi comuni di sviluppo.
Perfettamente in linea con queste tendenze lo stand della città di Parma, che da anni ha avviato un processo di rinnovamento e sviluppo. Protagonisti il Comune e le Società di Trasformazione Urbana, insieme per presentare un nuovo polo multidisciplinare e un parco scientifico per il benessere, l’alimentazione e la qualità della vita. Parma con la sua NeWcity, progettata dallo studio spagnolo MBM Arquitectes, si propone come partner di Milano per l’Expo 2015.
Il Comune di Venezia valorizza una serie di interventi, in parte promossi da istituzioni e in parte da privati, che nell’insieme concorrono a rendere competitiva la città e a riqualificare il waterfront. Esemplare risulta il social housing per il quartiere Pertini a Mestre: il promotore è un privato che propone “case belle, di qualità e con prezzi accessibili”. Il progetto degli studi Babled-Nouvet-Reynaud (Francia), Baukuh (Italia) e Ehrhardt (Germania) propone un’edificazione volta al recupero del rapporto tra Mestre e la laguna.
Milano fa invece autoanalisi, raccogliendo i cocci di realizzazioni avvenute per parti, e cerca di creare una rete organizzata in vista dell’Expo 2015. Già si prevede un ulteriore incremento del valore degli immobili che potrebbe essere causa di attriti sociali. Per evitare che ciò accada occorrerà monitorare le trasformazioni e incanalare gli investimenti, utili anche per risolvere criticità ben note quali la congestione, inquinamento e riduzione della qualità della vita. I progetti promossi dall’Amministrazione vanno in tal senso, a partire dalla nuova sede della Regione Lombardia. Progettata dallo studio Pei Cobb Freed & Partner di New York insieme ai milanesi Caputo Partnership e Sistema Duemila, sarà un “edificio ad emissioni zero” con certificazione “Green Building” della USGBC. Anche Milano, assecondando una tendenza già vista in altre capitali europee, si mette nelle mani di architetti di chiara fama per la costruzione di edifici icona, anche per cercare una più contemporanea qualità ambientale nell’edificato e nell’attenzione al verde.
Promosso anche il progetto di City Life per la riqualificazione dell’area storica della Fiera di Milano City, che propone abitazioni immerse in un parco, grattacieli e un nuovo museo il tutto griffato dagli architetti Hadid, Libeskind e Isozaki. Resiste anche Santa Giulia, quotatissima creatura nata dal matrimonio tra la Real Estate Risanamento S.p.A. e l’architetto inglese Norman Foster. Da menzionare anche l’operazione di Euromilano S.p.A. che ha indetto un concorso ad inviti tra 11 studi di architetti italiani per la progettazione di un’area strategica a Cascina Merlata, in prossimità della fiera Rho-Pero: i vincitori ex equo sono gli architetti Citterio, Cucinella e Caputo con progetti attenti alla sostenibilità e all’innovazione tecnologica.
Nel panorama milanese sembra insomma prevalere l’iniziativa privata di alto livello su quella pubblica, anche se l’Amministrazione avrà una grossa occasione di mostrare le proprie potenzialità proprio nella progettazione dell’ampliamento del nuovo polo fieristico per l’Expo 2015 e delle opere ad esso collegate: edifici ecosostenibili, infrastrutture per connettere la città ai grandi sistemi territoriali europei, aree verdi e crescita produttiva sono indispensabili per creare vivibilità, integrazione sociale e benessere dell’individuo.

Angela Ferrari
Articolo tratto da What’s Up magazine 23 – luglio/agosto 2008

In allegato le immagini di alcuni progetti!


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