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Bike and the city

Del: 16/07/2008


L’emergenza inquinamento spinge alla ricerca di soluzioni per il trasporto a basso impatto ambientale. Le grandi metropoli europee rispondono con il bike sharing, che mette a disposizione dei cittadini postazioni con biciclette pubbliche. E in Italia? A sorpresa le piccole città si dimostrano più all’avanguardia delle grandi metropoli.


Questa volta la provincia italiana ha superato le grandi città: Parma ha attivato il bike sharing già da gennaio 2006, un servizio efficiente con richieste in continuo aumento. Il noleggio avviene tramite 10 postazioni strategiche poste vicino ai parcheggi scambiatori o al polo universitario, perché si rivolge prevalentemente a pendolari e studenti. Il servizio è gratuito la prima mezz’ora e funziona grazie ad una card magnetica ottenibile versando una cauzione. I dati raccolti da Infomobility, l’osservatorio sul traffico della città, evidenziano che gli utenti sono equamente divisi tra entrambi i sessi, e concentrati nella fascia che va dai 20 ai 40 anni.

Al sud è Bari la prima città ad aver attivato il servizio nel settembre 2007. “Cinque postazioni e cinquanta bici sono a disposizione degli utenti, che le possono utilizzare gratuitamente dopo aver pagato un abbonamento annuale di dieci euro, ridotto a cinque per chi ne possiede già uno per i mezzi pubblici” ci racconta l’assessore alla mobilità Antonio De Caro. La città vanta il tasso di utilizzo più alto d’Italia, forse anche grazie alle condizioni meteo decisamente favorevoli durante tutto l’anno, che hanno fatto programmare un ampliamento a 20 postazioni entro l’inverno 2008.

L’ultima arrivata è Brescia, che ha inaugurato il servizio il 5 giugno scorso. Il bike sharing BICIMIA è integrato al sistema di mobilità cittadina, con 24 stazioni di noleggio limitrofe ai parcheggi che circondano la Zona a Traffico Limitato, e prevede incentivi per l’utilizzo dei mezzi per un tempo inferiore alle 3 ore.

Le tre città prese in esame fanno parte del circuito Bicincittà, che vede tra i suoi affiliati altri comuni di medie e piccole dimensioni e che si occupa dell’installazione delle postazioni, della fornitura delle biciclette e della gestione remota del sistema per monitorare i mezzi e per effettuare una telediagnosi di eventuali avarie. Ben diversa è purtroppo la situazione nelle grandi città italiane.

A Roma tutto tace, tra le problematiche su dove costruire le postazioni e il cambio al vertice dell’Amministrazione. A Torino qualcosa dovrebbe partire in autunno. A Milano invece l’intenzione è di iniziare prima dell’estate. Nel capoluogo milanese il referente è Clear Channel, azienda americana che sta già sperimentando il bike sharing oltreoceano. Per rendere economicamente sostenibile il piano, le postazioni sono state ridotte da 300 a 250, ma ancora non si è parlato di un ampliamento delle piste ciclabili, senza cui l’utilizzo delle biciclette in città risulta difficoltoso. Non bisogna però pensare che il ritardo delle grandi città italiane sia dovuto alle maggiori dimensioni e, per averne conferma, basta osservare gli esempi che ci vengono dall’estero, come Parigi e il suo Velib. Le postazioni del servizio sono tantissime, la città è invasa da biciclette dal design riconoscibile, libere di muoversi lungo un invidiabile network di piste ciclabili. A Barcellona il servizio di bike sharing si chiama Bicing, un servizio integrato con il sistema dei mezzi pubblici e facilitato da una distribuzione capillare delle postazioni (359 attive ad oggi), che consente di coprire le brevi distanze che separano il pendolare dalla sua destinazione finale. Parigi e Barcellona sono insomma esempi di grandi metropoli a cui le nostre Amministrazioni dovrebbero ispirarsi. La speranza è che quel che già si sta facendo nelle piccole e medie città italiane possa indicare la strada giusta da percorrere, e che il bike sharing possa espandersi anche nei centri abitati di maggiori dimensioni. Quelli, per intendersi, in cui l’aria si fa ogni giorno più irrespirabile.

Angela Ferrari

Articolo tratto da What’s Up magazine 23 – luglio/agosto 2008

 
 

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