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Social network: si fa coi cellulari e al lavoro trionfa l’instant messaging

Del: 18/07/2008


Fare social network attraverso il telefono cellulare: è un’abitudine sempre più diffusa tra ai giovani. Lo rivela uno studio condotto da Nielsen Mobile, un servizio di The Nielsen Company, secondo cui in Europa il 30% degli utenti di telefonia mobile che appartiene anche ad almeno un social network, usa il cellulare per accedere ovunque ai network e inviare messaggi, guardare immagini e perfino aggiungere amici alle proprie liste.

La percentuale di utenti dei social network che accede ai propri account tramite il telefonino varia nei diversi Paesi europei, con una punta del 50% in Spagna cui fa da contraltare il 15% della Germania, dove il social networking è complessivamente molto meno popolare. A detenere il primato del Vecchio Continente nel social networking tramite cellulare sè però il Regno Unito, che ha un’incidenza simile a quella registrata negli Stati Uniti. In Inghilterra circa 810 mila utenti di telefonia mobile, cioè l’1,7% del totale nazionale, si è collegato ai siti di social networking dal proprio cellulare nel primo trimestre del 2008. Si tratta di un numero due volte superiore a quello degli altri principali mercati europei, pari solo agli Usa, dove l’1,6% degli utenti di telefonia mobile (equivalente a 4,1 milioni di persone) si è collegato al web per fare social networking.

Se i ragazzi amano sempre di più il social networking, gli impiegati per comunicare adesso usano l’instant messaging. Lo dice una ricerca realizzata dall’università statale dell’Ohio e da quella della California, che ha preso in esame 912 dipendenti con un orario superiore alle 30 ore settimanali. Evidenti i vantaggi dell’instant messagging: distrae meno di una telefonata, sottrae minor tempo ed è più immediato persino di una e-mail.

La ricerca, pubblicata sul "Journal of Computer Mediated Communications", sfida la diffusa credenza che l’instant messaging sia un mezzo usato in aggiunta al telefono e alla posta elettronica, e che quindi aumenti le interruzioni riducendo la produttività.
"In realtà - spiega Kelly Garrett, coautore dello studio - la messaggistica istantanea è spesso sostituta da altri mezzi che comportano un maggior livello di interruzione, come telefono, conversazioni di persona ed e-mail. Con i messaggi iniati tramite appostiti programmi sul pc si hanno conversazioni più concise.
Abbiamo scoperto che gli impiegati usano questa tecnologia in modo strategico, per avere risposta a brevi domande o per assicurarsi la disponibilità di un collega prima di interromperlo con mezzi più intrusivi".

Rossella Ivone

 
 

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