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Adottare un ospedale?! Certo si può… con Emergency

Del: 06/08/2008

Non bastano più i finanziamenti pubblici o quelli derivati dai bandi delle fondazioni bancarie e non: oggi sempre più spesso sono chiamati a collaborare le imprese e i singoli cittadini. Per molte ONG sono necessarie sempre più risorse per sostenere i progetti di assistenza o di sviluppo gestiti in Italia o in altri Paesi del Sud del mondo. L’obiettivo di migliorare la raccolta fondi diventa quindi un impegno prioritario. Questo porta le ONG a investire risorse e competenze per studiare modalità e strumenti nuovi finalizzati alla raccolta fondi sia per poter pianificare meglio la propria attività sia per cercare nuovi donatori o fidelizzare quelli esistenti.

La comunicazione è naturalmente uno strumento fondamentale per il fundraising: ma per realizzare campagne di comunicazione efficaci bisogna avere le idee chiare.
Come Emergency che ha dato vita alla campagna “Adotta Emergency, adotta un ospedale” lanciata in queste settimane. Una proposta non facile che solo un’organizzazione forte, che conta sulla credibilità conquistata nel tempo, sull’unicità di alcuni dei suoi progetti e sulla capacità dei propri sostenitori, può permettersi di fare.

La nuova campagna di fundraising di Emergency propone infatti di “adottare un ospedale”, sostenendo direttamente con donazioni periodiche le attività, i pazienti, i medici e tutti coloro che lavorano per il centro sanitario. La richiesta di donare attraverso la domiciliazione bancaria - che rende possibile versamenti in automatico con cadenze regolari per importi anche limitati – permetterà ad Emergency di pianificare meglio i propri interventi nei diversi centri sanitari che gestisce in Afganistan, Cambogia, Iraq, Italia, Repubblica Centroafricana, Sierra Leone e Sudan. Nella comunicazione non si fa riferimento a Numeri Verdi o a numeri per SMS ma si propone di mettersi in contatto con Emergency chiamando l’associazione al proprio numero di rete fissa. Anche questo è un segnale importante: l’Organizzazione fa capire che se si vuole veramente sostenerla non è il costo di una prima telefonata che deve scoraggiare. La campagna è stata lanciata dal suo fondatore, Gino Strada, che può contare sul sostegno di alcuni importanti supporter. Le ONG si sfidano quindi oggi su terreni diversi per trovare nuove modalità per “catturare” e mantenere la fedeltà dei donatori. La ricerca fondi in una società dove il livello di infedeltà del consumatore (ma anche del donatore) è altissima, dove i valori cambiano in continuazione, dove le emergenze si susseguono in continuazione, la sfida diventa sempre più complessa.

Si deve giocare sulla flessibilità, sulla creatività, sulla notorietà ma anche sulla trasparenza nella gestione. In futuro questi fattori saranno sempre più importanti per creare, o mantenere, un rapporto sincero e stabile tra donatore e associazione beneficiaria.

tratto da Magazine di FERPI

Edi Florian
“Immagine e Reputazione”
edi.florian@ediflorian.com
www.ediflorian.com

 
 

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