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Occhio all’etichetta!

Del: 08/09/2008

Secondo i risultati della ricerca Nielsen “Nutritional Labelling & Health Foods” condotta in internet in 51 Paesi e pubblicata da The Nielsen Company, due consumatori on-line globali su tre (66%) affermano di prestare più attenzione alle informazioni nutrizionali sulle etichette rispetto a due anni fa, ma meno della metà (45%) afferma di comprendere tutto ciò che legge.

Secondo la ricerca Nielsen, un consumatore globale su cinque (24%) controlla sempre le informazioni nutrizionali quando acquista cibi – un dato in crescita rispetto al 21% di tre anni fa.

“Le conclusioni della nostra ricerca dimostrano chiaramente fino a che punto salute e alimentazione abbiano assunto un ruolo chiave nel nostro stile di vita - ha commentato Deepak Varma, SVP Nielsen Customized Research, USA - Mentre i tassi di obesità continuano ad aumentare in tutto il mondo e le cardiopatie riconducibili allo stile di vita restano al primo posto tra le cause di morte, cresce la pressione sui governi e l’industria alimentare perché si facciano maggior carico dell’educazione dei consumatori su ciò che mangiano. L’urgente bisogno di etichette chiare ed esaurienti è diventato uno dei temi più dibattuti e controversi negli ultimi anni”.

Il Nord America guida la corsa tra chi vuole comprendere le etichette dei generi alimentari. Il 67% dei consumatori di questa regione afferma di comprendere quasi tutto delle etichette. Per molti acquirenti del Nord America esaminare le etichette è diventata routine e i produttori più sofisticati hanno fatto di queste etichette un incisivo strumento di marketing. Secondo lo studio Nielsen LabelTrends, negli Stati Uniti i prodotti con etichette che indicano l’assenza di grassi hanno un valore di US$45,6 miliardi, con un aumento del 12% anno dopo anno. Inoltre i prodotti che indicano l’assenza di grassi transgenici, i grassi più nocivi dal punto di vista nutrizionale, sono aumentati del 30% nello scorso anno (aprile 07 - aprile 08) e valgono oggi US$11,8 miliardi. Secondo la ricerca Nielsen, quasi la metà (43%) dei consumatori statunitensi controlla sempre il contenuto di grassi transgenici degli alimenti confezionati.

“Sebbene i consumatori Nord Americani siano in testa a questa speciale classifica, i consumatori in Asia Pacifico si sono messi al passo con questa tendenza negli ultimi tre anni” - ha affermato Deepak Varma, SVP Nielsen Customized Research, USA. Infatti il 68% dei consumatori in questa regione afferma di prendere nota delle informazioni nutrizionali sulle confezioni in misura maggiore rispetto a due anni fa.

“Oltre il 70% dei consumatori cinesi e degli Emirati Arabi afferma di prendere nota delle informazioni nutrizionali sulle confezioni in misura maggiore rispetto a due anni fa. Lo sviluppo dei supermercati e la modernizzazione del commercio nei mercati emergenti degli ultimi dieci anni ha messo a disposizione dei consumatori una pletora di nuovi prodotti confezionati. Molti consumatori scoprono nuovi prodotti solo quando li vedono esposti in negozio, e pertanto le informazioni nutrizionali sulla confezione aiutano a informare gli acquirenti su cosa comprano e cosa mangiano”, ha spiegato Deepak Varma, SVP Nielsen Customized Research, USA.

Nel 2005, il 21% dei consumatori asiatici affermava di verificare sempre le informazioni nutrizionali sulle confezioni di alimenti, rispetto al dato del 25% emerso dallo studio di quest’anno. Nella ricerca del 2008, il 34% dei consumati asiatici afferma di controllare le informazioni nutrizionali solo nel considerare per la prima volta l’acquisto di un prodotto, mentre il 27% lo controlla solo quando acquista certi tipi di generi alimentari - Il rapporto tra consumatori e informazioni nutrizionali ed etichette offre una chiara prospettiva sulle preoccupazioni in materia di salute e alimentazione così come sullo stile di vita dei consumatori delle diverse regioni del mondo” .

Il Nord America si è classificato al primo posto per numero di coloro che controllano sempre il contenuto di grassi transgenici, sale/sodio e fibra, mentre gli asiatici sono più interessati al contenuto di additivi, conservanti e coloranti. Un consumatore americano e australiano su cinque afferma di controllare le informazioni nutrizionali quando è a dieta, mentre il 45% di danesi, greci e filippini controlla le informazioni nutrizionali quando sta pensando di acquistare un prodotto per la prima volta.

Nonostante la distanza geografica, la ricerca Nielsen rivela che i consumatori francesi e giapponesi hanno attitudini notevolmente simili per quanto riguarda informazioni nutrizionali e etichette. Il Giappone (18%) e la Francia (16%) sono ai primi posti mondiali per il numero di coloro che affermano di non controllare mai le informazioni nutrizionali sui cibi confezionati, ma sono anche tra le prime dieci nazioni per numero di coloro che affermano di non comprendere affatto le etichette.

Verificare il contenuto nutrizionale è semplicemente meno importante per francesi e giapponesi. Il 65% dei giapponesi e il 61% dei francesi - dati anche in questo caso ai primi posti - affermano di non comprendere la differenza tra grassi saturi e insaturi. I giapponesi vanno oltre nella loro indifferenza in questo senso, classificandosi al primo posto anche per il numero di coloro che non controllano mai il contenuto di grassi, grassi transgenici, proteine, zuccheri e carboidrati. “La maggior parte dei giapponese tende a preoccuparsi più della provenienza dei cibi e a prestare più attenzione alle calorie ingerite, al rapporto tra vitamine e minerali, ecc., al fine di tenere sotto controllo il proprio peso forma." Dato interessante, queste due nazioni sono agli ultimi posti mondiali per quanto riguarda i tassi di obesità e hanno in comune una cultura dell’alimentazione basata prevalentemente su prodotti freschi e naturali, con attenzione assai inferiore su cibi altamente trasformati e sul fast food.

Un consumatore europeo su dieci afferma di non controllare mai le informazioni nutrizionali. Sebbene un italiano su tre (29%) affermi di controllare sempre le informazioni nutrizionali sui prodotti confezionati, uno su dieci afferma di non comprenderle affatto. “Gli italiani sono noti per l’amore e l’apprezzamento del buon cibo, che ne definisce la cultura. Per questo non stupisce che essi vogliano sapere ciò che acquistano e che mangiano. Se i produttori italiani di alimenti confezionati offrissero etichette più chiare e indicazioni sugli aspetti salutari dei loro prodotti, potrebbero forse ricavarne maggiori vendite”, ha affermato Chiara Magelli, Nielsen Customized Research Manager, Italia.

Grassi, calorie e conservanti: le tre cose a cui i consumatori prestano maggiore attenzione Dal punto di vista globale, è l’interesse nel contenuto di grassi a spingere quasi la metà dei consumatori a verificare le etichette sulle confezioni. Il 48% dei consumatori globali afferma di guardare sempre le etichette dei cibi per verificarne il contenuto di grassi, cui seguono calorie (45%) e conservanti (42%). Verificare il contenuto di conservanti ha superato l’interesse per gli zuccheri (41%), che evidentemente sono ritenuti oggi fonte di minor preoccupazione. Quest’ultima risultanza è in linea con quelle di un’altra ricerca globale condotta nel 2007 da Nielsen sugli alimenti funzionali.

Secondo la ricerca globale Nielsen 2007 su alimenti biologici e funzionali, due consumatori globali su cinque (38%) considerava un prodotto pieno di zucchero ma privo di aromatizzanti, coloranti e additivi più sano di un prodotto con meno calorie ma senza succedanei artificiali. Secondo lo studio Nielsen LabelTrends, negli Stati Uniti i prodotti con etichette che promuovono l’assenza di ingredienti artificiali hanno un valore di US$21,3 miliardi, con un aumento del 12% rispetto all’anno precedente.

Negli ultimi cinque anni i mezzi d’informazione di ogni categoria si sono occupati moltissimo di salute, alimentazione e stile di vita. I consumatori non sono mai stati più ossessionati in passato dalla salute nella vita di tutti i giorni, e gli addetti al merketing più intelligenti hanno compreso che enfatizzare gli aspetti salutari di un prodotto è fondamentale per il suo successo commerciale” - ha affermato Deepak Varma, SVP Nielsen Customized Research, USA.

 
 

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