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Il Cesvi nel Marocco del Nord: lo sviluppo è di moda

Del: 05/04/2004

Chefchaouen, Marocco del Nord.
Adagiata ai piedi dell’imponente catena del Rif, che si staglia all’orizzonte con le sue vette, la città deve il nome proprio alla sua posizione. Chefchaouen, «guarda la montagna».

In questi luoghi, dove la popolazione vive disseminata tra il grande centro e villaggi sperduti, esiste una tradizione artigianale antichissima, ancora oggi mezzo principale di sostentamento per molte famiglie. È proprio in questa provincia che il Cesvi, l’organizzazione non governativa con sede a Bergamo, ha scelto di operare.
Anzi, di cooperare: l’obiettivo è infatti sostenere l’artigianato artistico senza stravolgere le consuetudini locali, mantenendone le peculiarità ma allo stesso tempo fornendo ai piccoli operatori i mezzi tecnici ed economici perché possano essere messe a frutto, in modo duraturo, le potenzialità del settore. Finanziato dal ministero degli Esteri italiano e dalla Regione Lombardia, il progetto è attivo dal 2001.
Ora, mentre entra nel suo terzo ed ultimo anno di attività, il lavoro ha prodotto frutti tali che persino alla Fiera di Milano, che si terrà in questo mese, alcuni artigiani della provincia di Chefchaouen saranno presenti con i loro prodotti.

«Il nostro obiettivo - spiega Maurizio Verrina, capoprogetto - è di permettere agli artigiani locali di innovare la loro tecnica, di razionalizzare e ottimizzare la produzione. Nel Marocco del Nord, dove la lavorazione del legno, del cuoio, del ferro e la realizzazione di tessuti vantano una tradizione radicata nei secoli, garantire supporto all’artigianato diventa mezzo importante per inserirsi nel tessuto sociale garantendo, in modo armonico con le tradizioni e le attitudini locali, un aiuto alle fasce più povere della popolazione».

Leggi tutto l’articolo di Anna Gandolfi sul sito Cesvi.

 
 

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