Registrati | Login
  

FOCUS ON MANAGEMENT BRANDING MEDIA INTERNATIONAL

Le due facce della moda

Del: 19/09/2008

Ha più successo il retail del lusso o conviene puntare tutto sulle grandi catene della moda al risparmio?
Pare che, in un caso o nell’altro, la scelta risulti comunque vincente. Se da un lato, infatti, il colosso madrileno del settore abbigliamento Zara si impone sul mercato mondiale come maggior retailer del “fast fashion” (scalzando perfino un gigante come la statunitense Gap), dall’altro il giro d’affari del lusso, con relativo aumento esponenziale dei grandi outlet grandi marche, sembra non conoscere battute d’arresto.

La moda, insomma, almeno per quanto riguarda il punto di vista retail, sembra vivere un momento di forte ambivalenza, dinanzi al generale rallentamento dei consumi interni e di fronte all’incertezza dell’economia internazionale.

Scalzando tutte le vie di mezzo, si affermano gli estremi della “scala modaiola”, con il successo internazionale di un marchio a basso costo come Zara da una parte, ma anche con l’exploit dei mega spacci, fornitori delle griffe più blasonate, dall’altro. Nel primo caso, salta agli occhi il 9% di crescita nelle vendite fatto registrare da Inditex, la company cui Zara appartiene: un balzo di 2,2 milioni di euro nel primo trimestre dell’anno, esattamente tre anni dopo essere riusciti a piazzarsi in cima alla classifica europea dei retailer, sorpassando anche H&M. Ed esattamente trentatrè anni dopo l’apertura del primo negozio a La Coruña, i punti vendita Zara sono ormai più di 3.000 in 64 Paesi, Italia compresa. Una escalation formidabile, per la griffe fondata nel 1963 da Amancio Ortega e nata come produttrice di articoli per la casa.

A leggere solo questi dati, verrebbe quindi da pensare che il futuro della moda al dettaglio sia tutta qui, nel fashion low cost. Eppure c’è chi ancora non rinuncia al brand e ha decretato negli ultimi mesi il successo dei Factory Outlet Center, i cosiddetti “outlet village”. Non piccole boutique di paese, ma imponenti agglomerati appena fuori città, rappresentanti di quell’unico canale retail che in questi primi otto mesi dell’anno ha continuato a crescere a due cifre.

Nel 2007 l’Italia è passata al secondo posto in Europa per diffusione di questi outlet e presto potremmo diventare i primi in classifica, tra il 2008 e il 2010 infatti sono previste altre cinque aperture: due nel Veneto (Noventa di Piave e Roncade), una in Abruzzo (Pescara), una in Campania (Marcianise) e una in Sicilia (vicino a Messina). A oggi in Italia esistono 24 grandi outlet, per la maggior parte distribuiti nel Centro-Nord (uno in Val d’Aosta, sei in Piemonte, sei in Lombardia, uno in Friuli, tre in Emilia, tre in Toscana e due nel Lazio). Solo due (per la precisione in Puglia e Sardegna) si trovano nel Sud del nostro Paese.

Però a ben guardare, la ragione principale del successo di queste "cittadelle dello shopping griffato" è la stessa che sta alla base del successo di Zara: il risparmio. Qui gli sconti su abbigliamento, scarpe, accessori, oggetti di design e per la casa variano dal 30% al 70% rispetto al prezzo originario e oltre ai consueti periodi dei saldi, ci sono vendite speciali durante tutto l’anno.

Romina Pilia

 
 

Business Video