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Lella Costa racconta il Cesvi

Del: 05/04/2004

Cambiare il nostro sguardo per cambiare il mondo: è questo il monito lanciato da Lella Costa nella sua testimonianza per il CESVI.

 Attraverso stralci di spot, l’attrice racconta quanto sia importante iniziare a guardare la realtà che ci circonda con occhi nuovi, perché solo in questo modo si possono abbattere le barriere create dai pregiudizi.

Tre le campagne che fanno da corollario allo spot: a commentare la prima, Maurizio Carrara, presidente del Cesvi, che descrive l’esperienza in Nord Corea; il Cesvi nel ‘97 è stata la prima organizzazione umanitaria occidentale a interagire con le autorità del posto e a realizzare un progetto di lotta alla carestia, di cui hanno beneficiato oltre due milioni e mezzo di persone.

A Paolo Caroli, direttore e responsabile dell’Unità sviluppo Cesvi,tocca invece commentare la campagna del ’95 ’Ricostruire la Bosnia’, in cui i beneficiari degli aiuti sono diventati attori della ricostruzione, grazie alla creazione di fabbriche tessili, in grado non solo di sopperire al problema del freddo, ma anche di rimettere in moto la macchina economica, a lungo ferma a causa della guerra.

“Ma è la campagna ‘Fermiamo l’AIDS sul nascere’ quella a cui sono più legata- afferma la Costa nel suo intervento, mentre una scenografia di fiocchi rosa, azzurri e neri si staglia alle sue spalle-perché questa non solo cerca di sconfiggere una malattia che si sta diffondendo a macchia d’olio in Africa, ma perché riesce a farci guardare con occhi nuovi un continente troppe volte dato per spacciato".

Guardare il futuro con attesa e progettualità, senza lasciarsi andare a sterili pietismi: sta in questo la grande forza che riescono a trasmettere i progetti Cesvi e i grandi occhi neri di un bambino che chiudono questo spot sono un monito per credere che cambiare il mondo non può e non deve restare solo un sogno.

 
 

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