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Ecosapori… e Bioarte… nel cuore dell’Italia Vetusta

 versione inglese
Del: 20/09/2008

Nel versante umbro della Catena Dei M.ti Sibillini, procederemo insieme sugli antichi sentieri costellati da quei loquaci simboli stellari che rievocano lontane tradizioni sapienziali al servizio della Vita… Ma nel mentre la mente e lo spirito si appagheranno di conoscenze e saggezze intramontabili, tutti i cinque sensi si esalteranno, risvegliati dalle armonie dei monti e delle valli, dalla musica dei torrenti, dalle carezze del sole e del vento sulla pelle umida di rugiada mattutina… abbagliati dalla visione di spazi sconfinati d’incommensurabile bellezza… e titillati dai profumi e dai sapori di una terra da sempre ricca e prodiga, maestra in alchimie culinarie e leader nel marketing gastronomico delle tipicità made in Italy.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Da non perdere nel mese di giugno, la spettacolare fioritura della Piana di Castelluccio di Norcia (1400-1500 mt. s.l.m.) per immergersi in una tavolozza variopinta, tale da fare invidia ai più famosi artisti del colore. E magari attraversare a cavallo i prati odorosi o ammirare dall’alto, ben imbracati a un parapendio e facendosi cullare dalle correnti, la magia del Pian Grande che sembra lo specchio terreno di un lembo di cielo solcato dall’arcobaleno. È soprattutto in questo altopiano che i montanari procedono da fine luglio a tutto agosto alla copiosa raccolta di legumi tipici fra cui primeggia sovrana la ‘lenticchia’ che dal 1997 ha ottenuto il marchio europeo IGP. Ricca di ferro, proteine e sali minerali, la ‘lenticchia di Castelluccio’ è unica anche per il suo aspetto policromo (tigrata, giallognola, marroncina…) e per le sue dimensioni piuttosto ridotte. Cuoce in acqua fredda in 20/30 minuti, aggiungendo solo sale, sedano, aglio ed olio: il sapore è garantito. Si sposa bene con le salsicce e altri legumi locali e non c’è rifugio montano o ristorante della zona che non l’annoveri fra le sue specialità, unitamente al farro, alla roveja (specie di pisello selvatico) e al curioso fagiolo ‘ad occhio di pernice’, il tutto spesso miscelato in gustose composte e zuppe. E nel minuscolo borgo di Castelluccio solcato dalla leggendaria Via delle Fate le donne siedono ancora sull’uscio a mondare le lenticchie e a narrare ai passanti curiosi i bei tempi in cui la Sibilla e le sue Fate scendevano dalla Grotta situata oltre il M.te Vettore per allietare i pastori di ritorno dai pascoli alti, con le loro danze, e insegnare alle giovinette i segreti delle erbe commestibili e medicamentose, o come coltivare trasformare e conservare i prodotti della montagna e incrementare l’allevamento del bestiame per dare il via alla produzione casearia e all’arte della norcineria, fonti di commercio e di ricchezza per tutta l’antica comunità sibillina.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

“Sale e tempo…” sono la regola di base delle tradizionali tecniche di lavorazione delle carni suine, ereditate dalla storica norcineria preciana e ancor oggi fedelmente praticate nei moderni salumifici e prosciuttifici consorziati. Anche al prosciutto crudo prodotto a un’altitudine superiore ai 500 mt. è stato attribuito il marchio di Indicazione Geografica Protetta e, oltre a far bella mostra di sé su ogni tavola nursina che si rispetti, lo si ritrova tutti gli anni a Preci come protagonista, nel mese di luglio, della festa “Pane, Prosciutto & Fantasia” ove, accompagnato da testimoni d’eccezione quali l’olio di Trevi e il Sagrantino di Montefalco, suole unirsi in matrimonio con la ‘crescia’ di Gubbio, una candida focaccetta di pasta lievitata.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Da Forca Canapine scendendo attraverso una serie di lunghi tornanti si apre allo sguardo fra morbide vette un’ampia conca nel cui centro, a forma di un cuore pulsante con la punta rivolta verso Roma/Amor, s’intravede, circondata dalle antiche mura intervallate da sette porte d’accesso, la cittadina di Norcia, il centro più commerciale e turistico del versante umbro dei Sibillini. Patria del Tartufo nero pregiato (Tuber Melanosporum Vittadini) e di mille altre prelibatezze, questo paese della cuccagna, questo paradiso per buongustai incalliti, concentra in bella mostra nelle piazze e nelle vie più commerciali il meglio della produzione locale per soddisfare i palati più esigenti e raffinati. Oltre a produrre un’indiscussa varietà di norcinerie e caseari, l’ingegno sibillino dei nursini ha saputo combinare con indubbia fantasia i prodotti tipici della tradizione, dando vita a un mercato gastronomico unico per il suo mixage di profumi e sapori: dalle paste, alle caciottine, ai salamini, fino ai biscotti e ai cioccolatini, tutto è sapientemente integrato, dosato o profumato da tartufo, funghi, farro e lenticchie, delle terre della Sibilla!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ma dopo che tutto questo trionfo pantagruelico da paese del bengodi, avrà soddisfatta ogni voglia e placato ogni appetito, la luce radente del tramonto tingerà di rosa le chiare architetture cittadine mentre i campanili delle chiese di San Benedetto e Santa Maria Argentea si contenderanno il vespero coi loro rintocchi. Allora, per un istante, la mente si innalzerà più leggera per cogliere nell’aria tersa l’eco di quella spiritualità profonda che ancora aleggia in questi luoghi di santi, monaci ed eremiti e giunge diritta al cuore permeandolo di un sottile senso di pace. Con l’accendersi delle prime stelle ci si ritroverà poi a vagare per i vicoli, alla ricerca di qualcosa che sintetizzi e fissi in una forma, la vera essenza di queste terre: l’anima antica della Sibilla di Norcia.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

E così capiterà di incrociare la bottega di qualche artista che, sensibile al richiamo di un’italica matrice, qui è giunta e a questa si è ispirata nelle sue creazioni, interpretandone con maestria e passione il simbolico linguaggio. Un linguaggio arcaico, ma d’incredibile attualità, che dà forma alla materia rendendola vitale e vibrante, in un continuo processo d’interscambio fra idea, creazione e artista. E nel contenitore sibillino ogni espressione artistica al servizio della vita, diventa bioarte, come del resto ogni prodotto e frutto di questa terra conserva inalterato il suo ecosapore originario. Provare per credere… Parola di Sibilla!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Anna Maria Piscitelli
           
www.elissa.net “L’eco della Sibilla”
                      Info:
anny@elissa.net - edmir@tin.it

 
 

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