Registrati | Login
  

FOCUS ON MANAGEMENT BRANDING MEDIA INTERNATIONAL

WUS ON STAGE: TULEH

Del: 20/09/2008

 

 

What’s Up ha deciso di presentarvi di volta in volta le griffe di moda “top&wild”, ma percorrendone la storia. Gli inizi, il presente e il domani degli atelier scelti da noi per conoscere più da vicino l’alta moda che ci circonda.

IERI
Nato nel 1998 dalla sinergia di Marco Cattoretti, presidente, e Bryan Bradley, direttore creativo, Tuleh si dedica fin da subito alle socialites di New York. Colori, stampe e manifatture pregiate danno vita ad una linea di couture che affascina e seduce le giovani newyorkesi.

Il jet set segue attento i nuovi movimenti nell’East Village e presso lo showroom Tuleh si aggirano volti noti: da Jane e Aerin Lauder (proprietarie di Estée Lauder) a Renée Rockefeller, ma anche Candace Bushnell (autrice del romanzo “Sex and the city”) e Linda Evangelista comprano nello showroom di Chrystie Street. Hollywood non perde tempo: tra le celeb più glam Nicole Kidman, Cameron Diaz e Madonna scelgono il marchio. Lo star system è conquistato. E le migliori boutiques della Grande Mela? Anche.

 

 

 

 

OGGI
“Ci siamo ribellati al nero, ai tessuti pesanti e spiacevoli al tatto e abbiamo scelto stampe e fantasie da noi create per esaltare la femminilità, ma senza chiasso inutile”(Marco Cattoretti).

Forme voluttuose e tessuti unici, il mix dei materiali si tinge di fantasia e creatività: l’arte vuole superare l’eleganza meramente formale per ricreare un concetto di moda che superi i confini del consueto ed ecceda con maestria nella lavorazione.

“Oltre alle star più famose, Bryan Bradley ama vestire le celebrità meno esposte: la poetessa del momento, l’inviata della CNN o ancora una pittrice che sta cercando di diventare famosa”(Marco Cattoretti).

 

 

 

La bellezza interna dell’abito non è inferiore a quella esterna e l’anima del capo completa le sue ambizioni. La fodera è lavorata con sapiente maestria e dedizione, talmente bella da incuriosire lo sguardo esterno.

E POI…
“Vorrei continuare a mantenere Tuleh fedele a se stessa: creare capi unici, lavorare le stoffe con colorazioni fatte a mano, disegnare io stesso le stampe e stravolgere la natura dei tessuti” (Bryan Bradley).

Da poco siglato un accordo con la compagnia Roubini per una collezione casa destinata ad arredare i loft delle clienti e non. Tessuti che riprendono le stampe della collezione abbigliamento e lusso concreto sono i must per l’arredamento Tuleh. Purché, naturalmente, non si dimentichi anche la funzionalità.

“Credo negli abiti intercambiabili, pezzi unici che faranno sempre risaltare la donna che li porta, ma non soggetti al giorno o alla sera come presupposto di base” (Bryan Bradley).

“Bryan Bradley” sarà anche il nome della prossima creazione del duo Tuleh: una linea di scarpe e una di abbigliamento, ma stavolta di parla di “low couture” ovvero moda alla portata di tutti.

“La moda a New York sta crescendo d’importanza e vorrei proporre questo nuovo concetto di couture senza gli alti prezzi europei. Una moda cosmopolita e spiritosa capace di continuare la tradizione dei grandi designer americani come Bill Blass, Geoffrey Beene e Pauline Trigere che in passato hanno reso importante la moda americana” (Bryan Bradley).

 

 

 

 

 

 

Si ringrazia Showroom Società Italia – http://www.societalia.it/

Simona Scacheri

(Tratto da What’s Up magazine 24, settembre 2008)

FOTO 1
Il direttore creativo Bryan Bradley

FOTO 2
Gisele indossa TULEH

ALTRE FOTO
Sfilata TULEH AI 2008/09

 
 

Business Video