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Singapore, la città del futuro

 versione inglese
Del: 24/09/2008

Il prossimo GP del 28 settembre (il primo in notturna nella storia della F1) può essere un’ottima occasione per visitare un modello di sviluppo che non ha eguali al mondo.

Le recenti Olimpiadi di Pechino hanno dimostrato come in questa parte del mondo i grandi avvenimenti vengono presi molto sul serio e nulla viene lasciato al caso. Tutto lascia quindi presupporre che il prossimo Gran Premio di Singapore, 15° tappa del Mondiale di Formula 1, rispetterà gli standard di un’efficienza molto orientale: un’esasperata progettualità e ritmi forsennati di lavoro, governati da una rigida organizzazione gerarchica, sono certamente gli elementi che accomunano lo spirito imprenditoriale di Singapore con il colosso cinese. Quello che manca qua sono invece i grandi numeri. La “città del leone” (Singa-Pur) non supera infatti i 4,5 milioni di abitanti ma il segreto del suo straordinario sviluppo forse consiste proprio nel suo status di città – stato geograficamente collocata nella zona del mondo a più alto tasso di crescita della storia. Differentemente da Montecarlo (troppo europea, quindi tradizionalista e poco propensa alle grandi trasformazioni) o da colossi come India e Cina (troppo colossi e quindi indifferenti alle esigenze delle singole realtà locali e città), qui ogni decisione di governo viene presa necessariamente nell’interesse della “città” e del suo sviluppo. Per questo su temi come urbanistica, trasporti e servizi in genere Singapore si è sempre dimostrata all’avanguardia.

Visitare Singapore, magari anche solo come transito verso mete più “esotiche”, è un’esperienza unica che può sorprendere anche i viaggiatori meno attenti. Qui sono stati i primi a introdurre l’eco-pass, ma lo hanno fatto in modo talmente radicale e intelligente che nessuno oserebbe lamentarsi: i ticket sono carissimi, e si paga non solo in base al tipo di veicolo, ma anche a seconda dell’orario di ingresso, attraverso un dispositivo su cui viene scalato automaticamente il credito residuo, in qualsiasi momento ricaricabile tramite carta di credito. In compenso metropolitana e servizi pubblici sono economici, frequenti e affidabili. I pochi che non hanno l’abbonamento possono acquistare un badge elettronico depositando una caparra che viene restituita a fine viaggio quando viene riconsegnata la scheda, con il risultato che non esistono biglietti cartacei stampati. Uno degli aspetti più sorprendenti riguarda le affissioni pubblicitarie, che negli ultimi anni hanno invaso i nostri centri: qua non esistono perché il consumatore viene ritenuto un individuo raziocinante che acquista per scelta e non perché incentivato. D’altra parte qua hanno capito, speriamo con solo pochi anni di anticipo rispetto a noi, che il modo migliore per far crescere l’economia è far circolare il denaro: fino a $ 22.000 di reddito non si pagano le tasse, per poi crescere gradualmente fino a un massimo del 22%. Se si aggiunge che l’Iva è al 7% si capisce perché non c’è bisogno di bombardamenti pubblicitari per stimolare gli acquisti.

Negli anni tutto ciò ha attirato molti indiani e cinesi che hanno reso Singapore una delle realtà più multietniche e pacifiche del mondo. Lo sviluppo più visibile è soprattutto quello urbanistico. Girando per le aree che costeggiano il centro finanziario il passatempo più frequente può essere la conta delle gru che popolano i grandi cantieri che in pochissimi mesi andranno a realizzare strade, ponti o centri commerciali. Marina Bay è certamente la zona più “calda” con ben 10 progetti di sviluppo integrato, da completare entro il 2010, con lo scopo dichiarato di dare un volto nuovo alla città. Come anteprima per presentare ciò che sarà, proprio qua si svolgerà il prossimo 28 settembre la 15° tappa del Mondiale di Formula 1. Agevolati dal crescere dell’interesse sportivo per un Campionato fin troppo combattuto, questa gara rischia di essere una delle più viste degli ultimi anni anche per un’altra ragione: per la prima volta si correrà in notturna, su un circuito cittadino appena entrato nel calendario della F1, progettato da Hermann Tilke, l’architetto tedesco che ha già messo la propria firma sulle piste di Sepang, Bahrain, Shangai, Istanbul e Fujii. Le strade di Marina Bay per una notte verranno illuminate da 1400 proiettori da 2000 Watt ciascuno.

Se è vero che da queste parte l’interesse per i grandi temi dell’ecologia è più forte rispetto ai mediocri standard orientali, come dimostrato anche dalla copertina della versione locale di Time Out di aprile dal titolo “Green up your act. If others can, why can’t we? 84 easy way to help the planet”, c’è da sperare che l’enorme mole di energia che verrà consumata non sarà soltanto di origine fossile, come temono in molti. Accanto a tutto quello che fa di questo piccolo angolo del pianeta un caso unico da ammirare e studiare, gli stessi alberghi non sono semplici luoghi dove riposare tra un appuntamento e l’altro, ma sono essi stessi un’attrattiva unica, per nulla standardizzati e con livelli di servizio pazzeschi. Per chi non ha problemi a pagare fino a $ 3000 per una suite c’è solo l’imbarazzo della scelta. Il maestoso Fullerton Hotel dal 2001 ospita i principali capi di stato e star dello sport e dello spettacolo, grazie anche ai numerosi riconoscimenti ricevuti dalle principali riviste di settore. Il Naumi Hotel è invece quello dal design più innovativo e “made in Italy”: marmi di Carrara, così come pezzi di Poltrona Frau e Cappellini sono presenti in tutte le stanze. Chi invece vuole fare un tuffo nella storia di Singapore non può mancare di dormire anche solo per una notte al Raffles Hotel. Il legno domina questa struttura elegantissima lontana anni luce dalla frenesia del centro, sorta dove nel 1887 vennero costruiti i primi bungalow sulla spiaggia. Una lunga parete di foto ingiallite racconta che da qua sono transitati tutti i grandi del secolo scorso, da Churchill a Madre Teresa, da Roosvelt a Mandela. Una sosta allo storico bancone del bar del Raffles Hotel per sorseggiare il Singapore Sling originale (una bomba a base di Gin e Cointreau) potrebbe essere la migliore soluzione per assaporare la magia dell’unico luogo di tutta Singapore dove il tempo sembra essersi fermato.

Stefano Ampollini

Articolo tratto da What’s Up magazine 24, settembre 2008

 
 

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