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Matteo Tagliariol: oro olimpico nella spada individuale

Del: 28/09/2008

 

 


La quarta medaglia complessiva e soprattutto il primo Oro italiano alle Olimpiadi di Pechino 2008 ci è stato regalato dallo spadista trevigiano Matteo Tagliariol: 25 anni, tanta grinta e un amore sconfinato per la scherma. Il 10 agosto Matteo ha gareggiato, emozionando l’Italia intera, contro il francese Fabrice Jeannet - uno degli atleti più temuti a livello internazionale – chiudendo la finale 15-9 e raccogliendo i frutti di un impegno lungo una vita. La sua carriera è iniziata all’età di 6 anni quando, ancora bambino, muoveva i primi passi nella scherma. Da allora sono passati molti anni e Matteo ha imboccato il giusto percorso che lo portato ad allenarsi con uno staff tecnico qualificato e a far parte di una società pronta ad appoggiarlo nella sua sfida, accompagnandolo nel ristretto circuito della scherma fino alle Olimpiadi. Campionati italiani, campionati europei, campionati del mondo (dove ha ottenuto ottimi risultati) e altre competizioni gli hanno permesso di confrontarsi con grandi campioni e di crescere. Così, dopo 48 anni di assenza sul primo gradino del podio l’Italia della spada è tornata vincente: era infatti dal 1960 - quando Giuseppe Delfino a Roma conquistò l’Oro – che ci mancava questo titolo. Una vittoria questa che eleva Tagliariol nell’olimpo degli atleti e al tempo stesso lancia buoni segnali per l’intera squadra e per la scherma italiana.

Ha raggiunto un ottimo traguardo, probabilmente quello ambito da tutti gli sportivi, quali sono le difficoltà  per raggiungere tale obiettivo?

«Sicuramente la prima difficoltà è il fattore fisico, bisogna allenarsi molto e c’è poco tempo per fare altro, inoltre, devi fare i conti anche con molte rinunce. Bisogna poi avere un certo stile di vita e soprattutto è necessario dedicarsi completamente allo sport. È importante avere una grande determinazione che, giorno dopo giorno, ti permette di poter conquistare l’obiettivo».

 

Chi ti ha aiutato in questo lungo percorso, non solo in  termini affettivi e atletici, ma anche economici, in particolare per quanto riguarda gli sponsor necessari per affrontare allenamenti, trasferte e viaggi?

«Mi ha sostenuto molto la mia famiglia che, vivendo con me, ha subito le conseguenze di una vita sociale ridotta a causa dei costanti allenamenti e dell’impegno in termini di tempo e di energie. Allo stesso modo il mio staff tecnico, preparato e attento, è stato indispensabile per arrivare fino a qui.  Inoltre mi hanno sostenuto i gruppi sportivi come la società Sala d’Armi Aeronautica Militare che mi accompagnato a Pechino. Spesso per noi sportivi queste società sono l’unico sostegno materiale».

Quali sono le difficoltà che si incontrano nella ricerca di uno sponsor?
«Oggi che ho raggiunto un obiettivo importante non ci sono difficoltà: tutti mi cercano. Prima di ottenere grandi obiettivi però sono in pochi ad investire su uno sportivo e soprattutto se si tratta di sport considerati “minori”. Solamente dopo la conquista di un buon successo come quello dell’Oro olimpico i grandi nomi dello sport ti cercano e ti offrono il loro sostegno».

Quali consigli daresti ad un giovane che si avvicina a uno sport, a maggior ragione ad una disciplina minore come quella della spada?
«Chi si avvicina ad uno sport deve avere passione, crederci fino in fondo andando oltre le apparenze. Soprattutto è necessario non farsi prendere dallo sconforto, spesso infatti anche quando si raggiungono buoni risultati non si ha la stessa risonanza che altri sportivi e altri tipi sport incontrano lungo il proprio percorso» .

Marco Ferri

 
 

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