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Devo acquistare? Prima cerco su Google

 versione inglese
Del: 28/09/2008

Una volta erano i consigli di amici e parenti. Poi è arrivata la pubblicità. Oggi c’è Internet, e in particolare i motori di ricerca, ad influenzare i nostri acquisti.
Come? Consentendoci di poter trovare facilmente e velocemente quelle informazioni - quanto più possibilmente aggiornate - sulle quali poi baseremo la nostra scelta. Il tutto attraverso un computer connesso al Web o, per chi è già un passo più avanti, attraverso un cellulare o uno smartphone col quale surfare su Internet.

Che poi queste informazioni risultino decisive lo conferma anche l’edizione 2008 della survey Gli Italiani ed i motori di ricerca (che si può richiedere gratuitamente alla pagina http://www.sems.it/sems-motori-acquisti-2008.htm),  commissionata dalla search marketing agency SEMS (www.sems.it) ad OTO Research (www.otoresearch.it).
Stando infatti alle risposte dei 1.500 intervistati, rappresentativi dell’utenza italiana online, i motori di ricerca non soltanto sono lo strumento più efficace per trovare informazioni in Rete (95% degli intervistati), ma sono ormai consultati con assiduità prima di un acquisto dall’83% degli italiani online, indipendentemente dal valore di ciò che si vuole acquistare e dal canale di acquisto (online o sul territorio). E 9 su 10 tra costoro hanno poi effettivamente deciso cosa acquistare sulla base delle informazioni trovate nei motori.
Gli italiani sono Googledipendenti, quindi? Sempre stando alla survey, il termine è abbastanza calzante, visto che il motore di ricerca fondato solo 10 anni fa da Brin e Page è il preferito (e quasi sempre l’unico usato) dall’86% degli italiani online. Per trovare il secondo in questa graduatoria occorre scendere al 5% di Virgilio... un vero e proprio abisso.

Di anno in anno non cresce soltanto il numero di utenti che, avvicinatisi al web, iniziano a cercare nei motori, ma anche (e soprattutto) la quantità di ricerche che ogni utente svolge: utilizzano una o più volte al giorno un motore ben l’88% degli utenti. Da notare come cresca l’utilizzo dei search engines anche come strumento di approfondimento per notizie, prodotti, persone visti su altri media: il 71% approfondisce nei motori cose lette su giornali o riviste; il 59% cose viste in televisione; il 36% cose sentite alla radio; il 34% cose viste per strada.
Quando cercano in vista di un acquisto, gli utenti prestano particolare attenzione alla presenza del sito di brand noti tra le pagine di risultati; da una parte il vedere marchi noti rassicura le persone; dall’altra, per le aziende, il comparire tra i risultati frutto dell’algoritmo del motore rafforza nell’utente la percezione di quell’azienda come leader del settore. E proprio i contenuti istituzionali (es. schede prodotto) pubblicati sui siti delle aziende produttrici sono, secondo gli italiani intervistati, il tipo di contenuto che, trovato attraverso i motori, influenza maggiormente la decisione d’acquisto. Molto più, ad esempio, dei commenti sui siti di comparazione, delle prove tecniche su siti specializzati o dei post sui blog, contenuti che trovano sempre più spazio su Google & Co.
Ma quali sono i prodotti che gli italiani acquistano più frequentemente "influenzati" dai motori? Prodotti elettronici (58%), telefonia ed accessori (58%), viaggi (52%) e libri (51%) guidano una graduatoria dalla coda molto lunga, visto i motori fanno ormai parte del processo d’acquisto sia nel B2C che nel B2B.
Solo il 20% degli acquisti si è concretizzato immediatamente dopo la ricerca. Il restante 80%  ha preferito svolgere altri approfondimenti o rimandare ad un altro momento (e/o ad un’altra postazione, es. il computer di casa per chi ha cercato in ufficio) l’acquisto. Un problema, questo, per il tracking delle campagne online che spesso non viene considerato in fase di analisi dei risultati.
La carta di credito prepagata si conferma anche in questa ricerca come il sistema di pagamento preferito dagli italiani per gli acquisti dopo una ricerca (37%); segue la carta di credito tradizionale (30%, in forte calo rispetto al 2007) ed i sistemi alternativi come PayPal (17%).

Vista la situazione attuale, quali potrebbero essere gli scenari futuri? Una delle ipotesi che giù oggi stanno andando concretizzandosi è quella del mobile search, la ricerca da dispositivi mobili quali cellulari e smartphone. Finora il grande limite nell’utilizzo dei motori utilizzo era dovuto alla necessità di avere un computer collegato alla Rete per poter cercare. Ma la grande diffusione popolare che stanno conoscendo sia i cellulari abilitati alla navigazione in Rete che i cosiddetti smartphone (il più noto è lo iPhone) accelererà ed agevolerà l’utilizzo dei motori, addirittura all’interno degli stessi negozi.
I consumatori vogliono infatti essere sempre più protagonisti attivi delle loro decisioni d’acquisto, non vogliono più basarsi unicamente sugli stimoli indotti dalla pubblicità; i motori soddisfano appieno la loro ‘sete di informazioni” offrendo facile e rapido accesso non soltanto ali dettagli sui prodotti, ma anche ai commenti ed alle recensioni che altri consumatori fanno di questi. Il processo che porta ad un acquisto cambierà quindi nei prossimi anni, sempre più "web & search oriented". Le aziende faranno bene a tenerne conto nel pensare le loro strategie per il futuro.

Marco Loguercio
Fondatore e CEO di SEMS (
www.sems.it).
Il suo blog:
www.search-marketing.it/semblog

 
 

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