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Te lo racconto a Chiare Lettere

 versione inglese
Del: 10/10/2008

Libri che raccontano il presente e il passato, autori che analizzano alcuni dei più scottanti temi dell’attualità italiana. Siamo entrati nella redazione di Chiare Lettere per capire come si può ancora fare un’informazione libera e di successo.

“Siamo nati nel maggio del 2007 con la pubblicazione di «Italiopoli» di Oliviera Beha, e da subito abbiamo avuto una buona risposta del pubblico”. Così Lorenzo Fazio, direttore editoriale di Chiare Lettere, presenta la sua creatura. Siamo entrati in una redazione giovane che profuma di vitalità, curiosi di sapere dal direttore e dal suo staff quale sia la ricetta per fare un’informazione senza condizionamenti, ma di successo: “Gli ottimi risultati poggiano le radici nelle storie che raccontiamo. Basate sui fatti, devono essere piacevoli da leggere senza però esaurirsi nei soli testi cartacei. Le facciamo vivere anche sul nostro blog e nelle costanti presentazioni degli autori in giro per l’Italia, puntiamo a coinvolgere il pubblico e sono soprattutto i giovani a seguirci con più entusiasmo”, prosegue Fazio, orgoglioso di aver allargato gli obiettivi iniziali e la fascia d’età dei lettori. “Non ci interessa il teatrino della politica, a noi preme far capire ai cittadini come eravamo, siamo e saremo. Certamente il mondo politico è l’oggetto principale dei nostri libri, ma rivolgiamo lo sguardo alla situazione dell’Italia in generale, un Paese anomalo che vive un periodo di emergenza. Noi editori ne risentiamo e fatichiamo a produrre un’informazione libera, dobbiamo dunque lavorare per cambiare e rendere più democratico il sistema”. Il tono di Fazio si fa più serio dinanzi alla difficile situazione che strangola la democrazia italiana e che tenta di soffocare la voce di realtà come Chiare Lettere: “Cerchiamo di trasmettere un’idea di cultura che aiuti i cittadini a capire i nodi del funzionamento del nostro Paese, e trattando argomenti legati a questo fine è inevitabile avere qualche querela per i contenuti dei libri. È per questo che prima di andare in stampa i manoscritti sono letti da un gruppo di avvocati, perché talvolta un solo aggettivo può evitare noie legali”. Una redazione che, nonostante lo spauracchio delle querele, prosegue la strada dell’informazione libera, animata e supportata dal sempre crescente appoggio dei lettori. “Con la notorietà sono aumentati gli scrittori che si propongono con nuovi temi. Ci tengo a sottolineare che non importa il nome del candidato, può essere un giornalista affermato così come un giovane alla prima esperienza: è l’argomento a fare la differenza. Lavoriamo per scrivere storie affini alle nostre linee editoriali, se un tema è interessante ci confrontiamo con l’autore per trovare le soluzioni migliori, perché desideriamo creare libri molto curati e di qualità”, spiega Maurizio Donati, editor di Chiare Lettere.
Un lavoro redazionale di cesello dove anche la grafica è ricercata: “Crediamo che la copertina debba far capire il messaggio di Chiare Lettere, e per ottenere il risultato attuale abbiamo lavorato a lungo con David Pearson, ex grafico inglese della Penguin. I volumi sono senza dubbio riconoscibili in libreria, anche perché tendono ad essere messi vicini per gli argomenti che trattano e per l’impatto cromatico che creano, ma soprattutto vogliamo che informino su chi siamo e cosa facciamo”, prosegue Donati.
Per Chiare Lettere è dunque fondamentale “comunicare” con il lettore: “Non vogliamo che il libro si esaurisca in quindici giorni”, sentenzia Donati. Bisogna saper coinvolgere chi si avvicina al libro per la prima volta, è necessario conquistare la fiducia nell’atto stesso della lettura. Infine, Chiare Lettere continua a “parlare” con il pubblico attraverso il blog per ricordare che le sue storie vivono anche dopo le pagine cartacee. E sembra proprio che questa linea abbia colto nel segno, come Donati stesso conferma: “La risposta del pubblico è ottima, sono molti i testi che hanno avuto successo. Su tutti ha trionfato «Se li conosci li eviti» di Peter Gomez e Marco Travaglio, che ha generato commenti e confronti tra i lettori stessi. Un altro libro di grande interesse è «Viaggio nel silenzio», che approfondisce il delicato tema della pedofilia nella Chiesa. Forse non partito a razzo come gli altri ma sicuramente un libro che durerà nel tempo, del resto è già un punto di riferimento sull’argomento nel panorama italiano”. Da una casa editrice così giovane e propositiva ci si possono aspettare solo grandi novità per il futuro: “Senza dubbio abbiamo in cantiere numerosi progetti, e considero ogni libro e ogni autore che entra a far parte della nostra squadra già un elemento di rinnovo”, dice Giulia Civiletti, responsabile dell’ufficio stampa, “e continueremo con la voglia di cambiare che ci ha contraddistinto fin qui”. Per quanto riguarda i titoli è ancora Donati a stuzzicare la nostra curiosità: “Mi piacerebbe molto un libro sui bambini e il futuro, inoltre credo che riusciremo anche a dare un’occhiata oltre l’Italia, affrontando tematiche che asfissiano i Paesi stranieri”.
E se la determinazione sarà la stessa che ha segnato i risultati del primo anno di attività, senza dubbio Chiare Lettere coglierà nuovi successi, continuando ad informare il pubblico. Liberamente.

di Marco Crosetto

(Tratto da What’s Up magazine 24, settembre 2008)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
 

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