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Passione, innovazione e ricerca

Del: 30/10/2008

Francis Ford Coppola, Andrea Guerra, C.K. Prahalad, Pasquale Diaferia, Jack Welch: sono solo alcuni dei protagonisti del World Business Forum 2008.

“Non ho mai pensato di entrare in un altro business, al di fuori di quello cinematografico. Ho seguito le passioni ricevute dalla famiglia della vita, trasformandole in business – ha esordito Francis Ford Coppola – La mia famiglia vanta un padre solista dell’orchestra di Toscanini, un nonno creatore del Vitaphone, lo strumento che consentì il passaggio dal cinema muto al cinema sonoro, ed un bisnonno musicista innamorato del cinema”. Business man di origini lucane e campane, Coppola ha avviato tutte le sue attività seguendo la passione, l’idea. “Non bisogna cercare profitto, ma agire secondo il proprio intuito, che è ciò che ci rende superiori agli esseri animali, dotati di solo istinto – ha proseguito – L’imperativo è mantenere vive le passioni fanciullesche e coltivare le proprie opinioni. Fare un film è come dirigere un’impresa: lo show business è il marketing; la sceneggiatura è il business plan; il casting sono le risorse umane; il budget è la finanza. Pensate fuori dagli schemi e con creatività, che considero la capacità di vedere relazioni tra cose mai correlate in passato”.

L’innovazione è stata protagonista dell’intervento di Pasquale Diaferia, noto copywriter a livello internazionale nonché PS Special Team e direttore del magazine Spot & Web. “Cosa siamo capaci di vedere, nella costruzione di un marchio globale e locale? E’ importante vedere quello che gli altri non vedono, essere quindi curiosi – ha affermato – Bisogna produrre molte idee e sprecarne molte, prima di riuscire a trovare quella vincente, concentrandosi sul loro valore e non sul denaro”.

Andrea Guerra, AD di Luxottica, ha parlato di due crisi in atto: una crisi vera che rallenta i consumi, ed una crisi più psicologica, basata sulla sfiducia nel sistema economico. “L’inizio della crisi è molto duro, soprattutto per le aziende abituate a riscuotere successo, ma tutto ciò dovrebbe rendere più forti i manager – ha dichiarato - E’ giusto che lo stato stimoli il consumo di alcuni settori per limitare la libera iniziativa, anche se il problema principale è soprattutto strutturale: gli stipendi dei lavoratori italiani sono bassi. I prossimi due anni di crisi cambieranno a livello strategico la nostra gestione di lungo periodo? La risposta è ‘no’. Bisogna essere veloci, agili e flessibili, cogliere i segnali deboli dal mondo circostante”.

Ma quanto sarà grave la recessione? A questo interrogativo ha risposto Jack Welch: “ I governi di tutto il mondo hanno mostrato la volontà di immettere denaro nel sistema economico. Nei prossimi nove mesi avremo una recessione nell’economia americana che sarà la peggiore mai avuta dal 1982. Quando i prezzi delle commodities cominceranno a diminuire, una lenta ripresa sarà avviata. I manager dovrebbero pensare a quattro strategie: pianificare il budget secondo la recessione; mettere da parte la riserva di denaro e le assicurazioni, affinché le persone non perdano i propri business; comunicare agli impiegati da veri leader, per combattere le loro insicurezze; pensare alla concorrenza, cioè comprarla o ‘seppellirla’, impadronendosi dei suoi migliori clienti”.

Secondo un’indagine condotta da HSM, il 53% dei manager italiani pensa la crisi possa essere superata continuando ad investire in innovazione e ricerca. L’unica soluzione è la valorizzazione del made in Italy, oltre agli investimenti a lungo termine capaci di sostenere lo sviluppo, la crescita e la competitività delle PMI in modo strutturale ed in un contesto globale.

Deborah Baldasarre

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