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Manager sul lettino

 versione inglese
Del: 30/10/2008

 

  

“Stiamo tutti vivendo una situazione mondiale disastrosa, molto confusa anche dal punto di vista dell’informazione; l’ancora di salvataggio per i “colletti bianchi” rimane la capacità di confrontarsi con la verità. È in questi casi che si scoprono gli uomini e le donne di valore”.
Cristina Milani, psicoterapeuta che assiste dirigenti di multinazionali e professionisti, si occupa di coaching psicologico, e traccia un contorno psicologico di manager e dirigenti; quelli che vivono la selezione naturale che la debacle finanziaria porta con sé, forse ne usciranno migliori; di fronte ad un ‘disprezzo pubblico’, spesso ingiustificato, saranno più forti ed innovativi.

Che cosa devono affrontare i nostri manager in questo momento?
Il mondo finanziario è sottosopra. Gran parte dei manager del settore, anche davanti alla crisi, continuano a mentire non ammettendo gli errori fatti. I clienti adesso vogliono verità. Ho sentito un solo top manager ammettere qualche errore. E’ un uomo che credo valga molto e sta tenendo duro. Si chiama Alessandro Profumo.

Quali sono le maggiori patologie dei manager e dei capi d’azienda?
Ansia e depressione, più o meno gravi, sono piuttosto comuni, ma non sempre causano uno scompenso dell’equilibrio dell’individuo.

Come si risolvono?
Dipende molto dalla struttura stessa della persona, da come negli anni il funzionamento comportamentale e cognitivo si sono strutturati.

Che effetto fa conoscere le debolezze degli uomini di potere?
Anche se li incontriamo in fasi negative della loro esistenza, prevale sempre un’emozione di curiosità per scoprire come funzionano e nella gran parte dei casi ammirazione per quello che fanno.

Le fusioni bancarie e le acquisizioni come influiscono sul suo lavoro? Sicuramente fanno aumentare le richieste d’aiuto delle aziende piuttosto che dei singoli individui. Si tratta soprattutto di richieste di contenimento o di supporto.

Quanto conta lo stipendio sulla felicità di un manager?
I soldi sono importanti, ma contano soprattutto passione ed ideali.

Quanto peso danno ai valori? Alla famiglia ai figli alla religione? I valori sono al centro dei pensieri della gran parte dei soggetti che seguiamo. La religione è assente.

La leadership ha anche i suo rovescio negativo? Cesare epilettico, Napoleone depresso, Lincoln instabile, c’è mai stato un leader normale?
Se identifichiamo l’anormalità con la psicopatologia, come ‘nevrotici funzionali’ siamo tutti dei potenziali anormali. Infatti manteniamo quotidianamente un sottile equilibrio che potrebbe rompersi da un momento all’altro per una perdita, un cambiamento improvviso, una delusione. La stravaganza, l’ecletticità e alle volte la patologia mentale, da sempre sono fonti di grandi innovazioni.

Antonio Belloni

 
 

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