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700 milioni di shuttle progettati

Del: 03/11/2008

Il nome tecnico, shuttle, evoca conti alla rovescia e passeggiate spaziali, ma l’oggetto che designa è molto più familiare a tutti noi, anche se, dietro la sua produzione, ci sono ricerche scientifiche e soluzioni produttive di alto livello. Si tratta del dosatore sferico per il detersivo, da inserire nella lavatrice.
La storia di questa sfera, il cui brevetto appartiene tuttora all’azienda torinese Promoplast, comincia alla fine degli anni ’80, con l’avvento dei detersivi liquidi, che iniziano ad affiancare sui banchi del supermercato i classici “fustoni”. Più comodi, più concentrati, meno inquinanti (il componente-base è l’acqua), risultavano però difficili da dosare per persone fino ad allora abituate a misurare i prodotti in polvere a “bicchieri”, o a peso.


Nasce quindi la necessità di sviluppare uno strumento in grado di esaltare le qualità dei nuovi prodotti (la forza pulente, ad esempio), di semplificarne l’utilizzo e di risultare di aspetto gradevole. Inoltre, il nuovo oggetto, avrebbe dovuto rispondere alle norme vigenti in materia di sicurezza ed essere, naturalmente, adatto all’imballaggio e al trasporto insieme ai nuovi flaconi di detersivo liquido. PEA (Produzioni Editoriali Aprile, l’attuale holding del Gruppo PEA) e la sua controllata Promopac (poi divenuta Promoplast nel 1990) propongono un dosatore da inserire all’interno della lavatrice, in grado di distribuire il detersivo durante la fase iniziale del lavaggio. Ottenuta l’approvazione del cliente (una multinazionale del settore), inizia uno studio lungo e complesso delle caratteristiche fisiche dell’oggetto, che dovrà risultare resistente agli sbalzi termici, non scolorire, non rovinarsi con l’attrito e lo sfregamento all’interno del cestello e soprattutto non rovinare la lavatrice.

La scelta del materiale inizialmente cade sul PVC (cloruro di polivinile), poi sostituito, dopo alcuni anni e ulteriori studi, con il PET (polietilene), più leggero e meno inquinante. Per produrre i dosatori, che variavano di forma e addirittura di colore a seconda dei paesi di destinazione (l’impressione suscitata dal colore di un oggetto cambia a seconda dei paesi) la Promopac, nel frattempo divenuta Promoplast, sviluppò un processo produttivo ad hoc, che fu coperto anch’esso da brevetto. Il successo del prodotto fu indiscutibile. Dal 1990 al 2000 (anno in cui il cambiamento delle strategie promozionali lo rese meno economicamente vantaggioso) ne vennero prodotti oltre 700 milioni di esemplari. Grazie anche agli Shuttle, ma non solo, Promoplast è oggi tra i leader in Europa nel settore delle meccaniche promozionali in/on pack e in store. Il Gruppo PEA, di cui Promoplast è una controllata, è attivo da oltre 30 anni, conta circa 80 dipendenti suddivisi tra la sede principale di Torino e le sedi distaccate di Hong Kong, Shenzhen e Shanghai e gestisce la progettazione e la produzione di oggetti promozionali, gifts e part work editoriali (questi ultimi a partire dal 2004) per molti settori, tra cui principalmente food & beverage e personal care e per importanti case editrici italiane ed europee. Promoplast segue i propri clienti in tutte le fasi di un progetto promozionale, dalla selezione della strategia, al licensing (acquisizione delle licenze su particolari marchi o prodotti) fino alla logistica e alla distribuzione finale. Per ogni progetto l’azienda compie valutazioni tecnico-economiche e ricerche di mercato e propone la migliore soluzione produttiva (ad es: Italia o estero, Europa o Far East, ecc.). Rigorosi controlli durante i processi di lavorazione garantiscono la qualità dei prodotti finiti e la loro conformità alle normative di sicurezza e di igiene (particolarmente severe, come si può immaginare, soprattutto nel settore food & beverage). Per le produzioni localizzate nel Far East, gestite dalle sedi locali dell’azienda, è stato anche sviluppato un sistema esclusivo di controllo qualità, denominato “sistema PEC” (Produzioni Italia-Cina) che consente il monitoraggio costante, non soltanto da parte di Promoplast, ma anche del cliente, di tutte le fasi produttive.

 
 

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