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Il mondo in rete e l’economia di network

Del: 08/02/2002

“Se hai un business di successo hai il tuo cimitero di .com dietro casa. Se non ce l’ hai, comincia a scavare”: le parole A. Bourland, sia pure dallo spirito un po’ noir, hanno il pregio di ricordare con una certa efficienza uno dei principi base della nuova economia: dobbiamo vivere con l’ imperativo dell’ innovazione ma non abbiamo ricette per l’ innovazione. Si impara dagli errori. Non c’ e’ modo di pianificare le nostre azioni a partire da attente valutazioni e analisi approfondite del passato (le serie storiche). Il nuovo e’ da inventare e farlo in modo da non sbagliare e’ praticamente impossibile.

Con questa premessa presentiamo questo contributo che inizia il suo percorso parlando della cultura della rete nell’ economia digitale con le parole di Kelly (1998) che ben riassumono la visione di una nuova cultura organizzativa e imprenditoriale: “bisogna abbandonare i successi molto prima che diventino superati e farlo ricercando il massimo apprendimento collaborativi”

Shapiro & Varian (1998) propongono di leggere i fenomeni portati dalla economia di Internet, non come una rottura radicale dei vecchi paradigmi economici ma come una nuova realta’ che puo’ essere capita e governata facendo riferimento alle regole dell’ economia dell’ informazione e della comunicazione.

R. Neumann (1991), uno degli autori che prima e meglio degli altri ha intuito l’ evoluzione dell’ economia multimediale, ha proposto di leggere il futuro delle reti di telecomunicazione con l’ aiuto dell’ economia dei media prevedendo la compezitione basata sulla dimensione e il controllo dell’ audience che sta contradistinguendo questa prima fase di sviluppo delle reti ipermediali di massa.
Plus del new media è la personalizzazione della relazione che non sia più basata sulla cattura dell’attenzione di un utente passivo, bensì sulla relazione simmetrica e lo shift di potere informativo e decisionale al consumatore.

Inoltre i contributi della Forrester Research.inc ci introducono nel cuore pulsante della nuova economia: l’innovazione creativa, collaborativa e costante.
Alla base delle capacita’ di governo dell’ innovazione dell’ azienda sta proprio la capacita’ dell’ azienda stessa di apprendere e di cambiare: “... l’ innovazione non consiste tanto nell’ effettuare un cambiamento, quanto piuttosto nello sfruttare un cambiamento..” (Drucker).

Parleremo, infine, del nuovo marketing concependo il business come una rete di relazioni dove si produce apprendimento e soddisfazione reciproca dei partner. Questa rete riconosce il ruolo e il valore dell’ ubiquita’, della struttura reticolare e collaborativa delle risorse cognitive immesse nel sistema.
In questa nuova economia i clienti e gli altri partner di busines irrompono sul palcoscenico del marketing con il ruolo di primattori dando vita a quello che Kelli chiama “reverse marketing”: il cliente prende in mano i suoi destini e diventa protagonista, tanto da diventare sia fonte preziosa di apprendimento collaborativo che attore nella progettazione del sistema di prodotto e servizio.

 
 

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