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The Obama Fashion Week

Del: 03/11/2008

 

Per prima è scesa in campo Sarah Jessica Parker, la shopaholic protagonista di Sex and the City, ed ha accettato di buon grado di farsi portavoce della fashion mania che il candidato alla Casa Bianca, l’afro-americano Barak Obama, sta scatenando negli Stati Uniti, e che grazie a internet raggiunge tutte le parti del globo.

     

 (T-shirt by Jay-Z) 
Uniti per un evento che potrebbe cambiare la storia in modo radicale, i designer più attenti non si sono lasciati scappare l’occasione. E così, tacchi e borsetta in coordinato alla mano, la Parker ha presieduto il lancio di Runway to Change, la prima passerella virtuale dedicata alla campagna elettorale in vista delle elezioni del 4 novembre (al momento della scrittura dell’articolo gli USA non sono stati ancora chiamati ai seggi, ndr).
I nomi? Marc Jacobs, Juicy Couture, Vera Wang, Zac Posen, Diane Von Furstenberg e Narciso Rodriguez sono certamente i più conosciuti in Italia, ma ci sono anche Nanette Lepore, Tory Burch e Russel Simmons, nuove rising icons della moda oltreoceano. Non solo moda, ma anche musica perché non si sono fatti sfuggire la maglietta o la borsetta griffata col proprio nome anche Beyoncè Knowles e consorte (il rapper Jay Z) e Pharrell Williams.
In tutto 25 artisti che hanno voluto creare special pieces in edizione limitatissima e in vendita solo su www.barakobama.com con logo, claim e messaggi di speranza che uniscono la loro moda agli ideali e all’immagine del candidato democratico.
Paparazzate già alcune celebrities come Hally Berry e la stessa Beyoncè con indosso le Runway tees, ma anche George Clooney che non si toglie mai il braccialetto bianco disegnato da Proenza Schouler in vendita a 75$.
E se i vip italiani sono sempre un po’ più lenti a legarsi alle tendenze USA, la fashion tribe milanese guarda sempre avanti e, perennemente divisa tra chat, forum di Facebook e serate al Plastic,  ostenta  look molto politically correct, anzi addicted. Incontro Nicolò Cerioni, 25 anni, di professione  stylist,  sempre attento al  proprio look e a quello degli altri (le celebrities che veste). Indossa t-shirt in perfetta concorrenza con quelle di Runway to Change di Sarah Jessica Parker. “Ho comprato la t-shirt a Dallas da Urban Outfitters (store chain made in USA con blog satirico sulle presidenziali, visualizzalizzabile su blog.urbanoutfitters.com) tre settimane fa”. Il prezzo? 28 dollari. Il viso è quello di Obama, la stampa ricorda Warhol e Schifano ed ha colori accesi: è il vero style symbol di questo periodo. Moda e Politica a confronto anche per Nicolò, che mi racconta: “Ho sempre creduto nell’enorme potenziale sociale di ciò che indossiamo. Se una t-shirt può aiutare a far riflettere qualcuno ben venga. Voterei Obama mille volte e convincerei tutti quello che conosco a votarlo. Non c’è più tempo da sprecare, questo è il momento di prendere una posizione”.
La moda non è solo indossare un abito, ma sapere che ciò che indossiamo può avere un significato per noi e per il mondo. Di magliette con scritte provocatorie, pubblicitarie e sexy ne abbiamo viste molte e Paris e Naomi sono le capostipiti, ma in questo momento austero e di crisi, i designer vogliono contribuire ad altro.
La moda scende in politica. Sono aperte le candidature per il primo Ministro della Moda.

Da What’s Up magazine 26 – novembre 2008
www.wumagazine.com

 
 

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