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L’attività di comunicazione delle PMI italiane

Del: 05/04/2004

Le aziende italiane sono poco propense alla comunicazione: è quanto emerge dall’ultimo sondaggio condotto da Tns- Abacus per Unicom.

Dall’indagine, incentrata sull’attività di comunicazione nelle Pmi, si evince che i nostri manager sono i meno propensi- rispetto ai cugini europei- a investire in comunicazione, ritenuta un optional dalla maggioranza degli intervistati.
A conferma di ciò, l’assenza in molte aziende di una struttura interna dedicata alla comunicazione (l’84% del campione preso in considerazione), perché in molti (58%) preferiscono affidarsi a professionisti esterni.

Di solito i decision makers della comunicazione sono gli stessi dirigenti, che si servono di questo canale solo quando il bilancio è florido, senza una programmazione a monte, con tutti gli svantaggi che ciò comporta.
La ricerca, che si è sviluppata in tre fasi, con interviste quantitative e colloqui a esperti, ha inoltre fatto notare quanto lo strumento privilegiato per comunicare all’esterno sia ancora ritenuto la fiera (24%), seguito a breve distanza dal sito Internet, vetrina in grado di presentare in maniera sintetica ed efficace prodotti, mission e valori aziendali.

Tuttavia la Rete viene caricata di responsabilità eccessive e di aspettative notevoli rispetto all’uso basico che se ne fa.
A fronte di una visione tanto pessimistica, si staglia in maniera negativa anche la cifra spesa per gli investimenti: solo 21 euro pro capite destinati in Italia a operazioni di comunicazione, contro i 280 dell’Inghilterra e i 346 della Svizzera.
E se in molti considerano le reti televisive nazionali il veicolo privilegiato per presentarsi al grande pubblico, tutti sono concordi nell’affermare che i costi di una pianificazione pubblicitaria tv sono troppo esosi da sopportare e dunque sostenibili solo dalle grandi aziende.
In uno scenario così poco edificante, però iniziano ad aprirsi sporadici quanto profondi segnali di cambiamento e una crescente richiesta di novità: ci si sta rendendo conto che la comunicazione, lungi dall’essere un’esca destinata alle imprese maggiori, può essere un utile e proficuo strumento nelle mani delle piccole e medie imprese per accrescere i loro affari.
Condizione sine qua non è che questa venga affidata ad esperti, in grado di approntare strategie e tattiche efficaci.
Ma questo concetto sembra ancora lontano a venire nelle PMI italiane.


Apporfondisci la ricerca completa nel documento allegato. 

                                               Rossella Ivone
                                       redazione MyMarketingNet

 
 

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