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FOCUS ON MANAGEMENT BRANDING MEDIA INTERNATIONAL

Il consumattore

Del: 03/12/2008

Sono passati molti anni dal mitico film di Chaplin in cui il povero operaio finiva negli ingranaggi della catena di montaggio, simbolo di un’azienda macchina, e di un capitalismo disumano. Oggi i grandi marchi fanno molti sforzi per risultare più umani agli occhi dei propri clienti. Investono ingenti somme nello sviluppo e promozione di brand sempre più accattivanti, nonché in programmi sociali ed ambientali. Alcuni ovviamente sostengono come queste operazioni siano più fumo che sostanza, ed in alcuni casi, avendo lavorato per anni nel settore della cosiddetta Responsabilità Sociale d’Impresa (RSI), mi trovo d’accordo con queste persone. Detto questo, certo meglio comunque un tentativo che il ben più cinico nulla. Ed in ultima analisi questo cambiamento nell’atteggiamento delle aziende nei confronti dei propri consumatori è cominciato, infatti, proprio per iniziativa di questi ultimi.

Il tutto è nato nel momento in cui i cittadini hanno cominciato a dare voce alle loro paure verso il futuro, ed alle loro critiche nei confronti delle multinazionali. Un passaggio storico da spettatori ad attori del cambiamento, il tutto reso possibile dalla maturazione dei sistemi che si sono affermati, non senza sforzo, come regolatori delle nostre vite: mercato e democrazia. Questi sono i pilastri delle nostre società contemporanee, che ci piaccia o meno, ed il loro contributo va ben oltre la strutturazione di processi sociali e si spinge fino ad offrire, ad individui ovviamente motivati, opportunità di sviluppo, crescita e benessere. Dall’altra parte questo stesso sistema richiede agli individui di farsi attori della propria vita e della società, in qualunque modo desiderino declinare questo modo di essere. Internet ha amplificato questo processo e lo ha reso disponibile ad un numero molto grande di persone, i suoi fruitori, attraverso strumenti via via più raffinati. Oggi il Web 2.0 rappresenta la versione di Internet più aggiornata possibile coerentemente con i principi di funzionamento di mercato e democrazia. Agli utenti si richiede sempre più coinvolgimento, in cambio del quale il singolo ottiene la possibilità di esprimere se stesso, condividere, conoscere, partecipare e, per quanto possibile, scegliere. Un nuovo concetto di consumatore, il “consumatore”, sta emergendo in modo chiaro. Molti accolgono con favore l’invito da parte di aziende ad esprimere la propria opinione su un prodotto, un packaging o una marca.

A titolo di esempio cito il sito della Pepsi www.designourpepsican.com in cui la nota multinazionale invita i propri consumatori a proporre idee per la nuova lattina della bevanda. Alcuni investono volentieri il proprio tempo nel dare opinioni su scelte strategiche in campi delicati, come quello dell’energia ed in articolare del petrolio, ad esempio. Anni fa fece scalpore la scelta di Shell di aprire il sito www.tellshell.com , in cui chiunque poteva commentare sulle scelte strategiche di fondo del gigante dell’energia relative alle fonti energetiche (rinnovabili), o sui programmi di riduzione dell’impatto ambientale che l’azienda stava ponendo in essere in tutto il mondo. Altri decidono addirittura di aprire veri e propri negozi on-line in franchising, anzi webchising, come nel caso di www.shop.it , una piattaforma software che consente in modo rapido e gratuito di avviare un proprio negozio di commercio elettronico on-line in pochi secondi. Compreso l’accesso ad una vastissima gamma di prodotti da poter rivendere sul proprio sito. Il consumattore sta emergendo, pochi sono i limiti di come le aziende possono contribuire alla sua affermazione, con un profitto.

Fabio Sgaragli
Ticonzero.info (
www.ticonzero.info)

 
 

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