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Rallenta l’e-government

Del: 05/04/2004

L’utilizzo dei servizi di e-government nel mondo è cresciuto dell’11% negli ultimi 12 mesi, passando dal 28% al 31% di adulti che si sono collegati ai siti della Pubblica Amministrazione.

Il dato evidenzia una contrazione rispetto all’incremento del 15% rilevato nell’anno precedente dalle ricerche condotte dal gruppo TNS.

Lo studio annuale, condotto in 32 paesi, evidenzia che le strategie per incrementarne l’uso richiedono maggior tempo rispetto al previsto.

Lo studio evidenzia che i Paesi Scandinavi sono leader nell’uso dell’e-government, con più di sei adulti su dieci in Danimarca (63%) ed in Norvegia (62%). Per contro, alcuni Paesi dell’Europa Centrale hanno un livello di utilizzo molto più basso: appena 1% degli adulti in Bulgaria e solo 6% in Ungheria e Polonia. L’Italia raggiunge il 24% ottenendo un incremento rispetto al 2002 superiore alla media mondiale (2002: 20%).

In molti Paesi la crescita ha rallentato, in particolare in America (dal 43% di adulti nel 2002 a 44% nel 2003) ed in Germania (dal 24% al 26% nello stesso periodo). A Singapore il livello d’utilizzo è rimasto stabile al 53% ed in Turchia è addirittura diminuito (dal 13% nel 2002 al 9% nel 2003) lasciando intravedere l’indebolimento della domanda e della soddisfazione nei confronti dei servizi di e-government.

Tuttavia in altri paesi, dove l’uso dei servizi di e-government è già ben radicato, le prospettive sono migliori. Il maggior incremento d’uso si è riscontrato in Olanda (dal 41% nel 2002 al 52% nel 2003), in Danimarca (dal 53% al 63% considerando lo stesso periodo), in Finlandia (dal 49% al 58%) ed in Francia (dal 25% al 35%).

Uno degli obiettivi fondamentali per i governi di tutto il mondo è stato incoraggiare gli user a fornire dati personali oltre che effettuare transazioni on line.

Circa un quarto degli utilizzatori di e-government (il 24% a livello mondiale; 17% in Italia) utilizza il servizio per “procurarsi informazioni” e meno di uno su dieci “fornisce dati personali” (9% a livello mondiale; 6% in Italia) o “effettua pagamenti on line” (8% a livello mondiale; 4% in Italia).

La percezione della sicurezza nell’effettuare operazioni on line resta il fattore chiave nel non essere propensi a fornire dati personali.

Tuttavia lo studio evidenzia che la percezione di sicurezza è migliorata rispetto allo scorso anno: il 26%, rispetto al 24% del 2002, dichiara di “sentirsi sicuro” nel fornire informazioni personali on-line.

Visualizza lo studio completo!

 
 

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