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FOCUS ON MANAGEMENT BRANDING MEDIA INTERNATIONAL

Impresa 4.0 Nuovo Web e Marketing a 4 direzioni

Del: 16/12/2008

 

Il web 2.0 è ormai entrato nel linguaggio e nelle abitudini degli italiani: ‘Impresa 4.0 Nuovo Web e Marketing a 4 direzioni’ è un libro, scritto a quattro mani da Franco Giacomazzi e da Marco Camisani Calzolari, che tratta le potenzialità, in termini di Marketing e Comunicazione, espresse dalle più recenti tecnologie interattive Internet. Delle nuove modalità di comunicazione e di relazione e delle potenzialità del modello web 2.0, non ancora sufficientemente sfruttate, ne parliamo con uno degli autori: il Professore Giacomazzi, Presidente AISM.

 

1. “Impresa 4.0 Nuovo Web e Marketing a 4 direzioni” descrive un nuovo modello di gestione di impresa. Può spiegare di cosa si tratta?

Il libro si basa su un modello interpretativo dell’impresa, immaginata come sostenuta da tre "pilastri": la Value Proposition (quale valore l’azienda offre), le Operations e la Relazione Comunicativa, un processo atto a creare un legame relazionale tra l’azienda e qualunque suo interlocutore. A sua volta, - anche questo è un aspetto innovativo del libro - la Relazione Comunicativa si manifesta in quattro direzioni: 1) dentro-fuori (rapporto impresa verso il mercato e gli stakeholder); 2) fuori-dentro (market sensing); 3) fuori-fuori (le relazioni che si instaurano tra attori esterni all’impresa e che la condizionano; 4) dentro-dentro (le relazioni all’interno dell’impresa). In tal modo si è dato al manager ed al professional uno schema di riferimento espresso con linguaggio a lui familiare.
Ad ogni direzione è destinato un capitolo, che illustra le funzioni principali ad essa associate ed i relativi strumenti, sia tradizionali  che del nuovo web, con esempi, casi, raccomandazioni.

2. Quali sono le potenzialità espresse dal web 2.0 ancora non sufficientemente sfruttate dal marketing? In termini strategici, come può il web 2.0 aiutare le aziende a superare momenti di forte crisi come quello che stiamo attraversando?

Tra gli strumenti del web 2.0 alcuni sono destinati a migliorare l’efficienza, altri l’efficacia: tendono cioè a rinforzare la Relazione Comunicativa d’Impresa.
La velocità di circolazione dell’informazione  e la sua pervasività sono elementi distintivi potenti se utilizzati correttamente, ma un boomerang se gli strumenti sono adottati con superficialità  e scarsa competenza.
In tempi di crisi il marketing non è di certo l’unica leva destinata ad attenuare la negatività della situazione: sarebbe, tuttavia, un errore considerare l’attività di marketing come semplice spesa da tagliare, anziché come investimento in ottica di medio periodo.

3. Come vincere la resistenza delle aziende al cambiamento culturale e organizzativo?

Se fossi in grado di dare questa risposta in pochi secondi viaggerei con il mio aereo personale! Sta di fatto che il change management  è un processo lento, faticoso che deve anzitutto partire dall’alto” cioè dal vertice aziendale. Sono fattori di successo da un lato la consapevolezza che nasce dal vedere come si muovono le aziende di punta, dall’altro una attività attenta di formazione, elemento spesso trascurato.

4. Il libro fornisce consigli e strumenti utili per interpretare il nuovo quadro concettuale. Secondo Lei, quali insegnamenti può trarne un manager dalla sua lettura?

Il volume, frutto dell’esperienza maturata dagli autori nel corso degli anni nella consulenza, indirizza le imprese verso la strategia web più idonea a ogni tipologia di business. Ricco di case history e testimonianze che aiutano a entrare nel merito di ciascun “come fare”, offre soluzioni concrete e su misura per soddisfare ogni singola necessità.
Il volume si propone come guida alla comprensione della trasformazione in atto nel web, che spinge le aziende a rimodellare la propria presenza in base ai cambiamenti culturali in atto, influenzati anche dagli utenti e risponde alla sentita esigenza di colmare il gap tra testi che trattano il tema in termini soltanto generali, ed altri manuali squisitamente tecnici, utilissimi, ma che non “mordono” dal punto di vista manageriale.


Serena Poerio

 
 

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