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Internet e telefonini

Del: 18/12/2008

 

Il telefonino per fare foto e scambiarle con gli altri e per inviare messaggini, Internet per tenersi in contatto con gli amici o conoscerne di nuovi:  è così che gli adolescenti italiani tra 11 e 14 anni usano i nuovi media, secondo una ricerca di Save the Children e Cremit  (Centro ricerca dell’Universita’ Cattolica del Sacro Cuore).
E uno su quattro ammette di essersi trovato in situazioni pericolose navigando in rete e di non averlo detto ai genitori.
La ricerca ’’Ragazzi connessi’’ si è svolta tra gennaio e maggio 2008, attraverso 1.373 questionari distribuiti in dodici scuole. E ha confermato ciò che da tempo è sotto gli occhi di tutti: il 95% dei ragazzi di questa età utilizza il telefonino, e lo fa soprattutto per inviare sms ((92%), giocare (76%), scambiare immagini (74%), filmati (68%) e foto (54%), per navigare (33%).


Molto spesso, quindi, il cellulare sostituisce la macchina fotografica e diventa strumento per fissare momenti e situazioni da ricordare e scambiare.
Di poco più bassa la percentuale di ragazzini che naviga in rete (86%), e di questi l’81% utilizza i motori di ricerca, il 70% cerca video e musica, il 53% chatta, il 49% scarica qualcosa. Ben il 38% dichiara di possedere un profilo personale in un social network e il 32% possiede invece un blog (nel 2006 era il 18%). E che i social network diventino sempre più uno spazio di socializzazione per i ragazzi è testimoniato anche dal 74% che afferma di usare questo mezzo per tenersi in contatto con gli amici abituali e il 50% per allargare la cerchia delle amicizie. Insomma, il web è ormai un’estensione della rete abituale di amicizie e non un mondo alternativo a quello delle relazioni ’’fisiche’’.

Nel giudizio dei ragazzi Internet è molto utile e facile da usare, ma il 33% lo definisce ’’abbastanza pericoloso’’ e il 68% afferma di non ricevere alcun divieto dai genitori a navigare. Il 52% ritiene che i coetanei fingano di essere qualcun altro, il 51% che raccontino cose non vere, il 46% che pubblichino foto senza autorizzazione, il 41% che ricevano inviti da parte di estranei, il 35% che cerchino materiali pornografici e il 34% che chattino con adulti.
E ben il 25% ha ammesso di essersi trovato in una di queste situazioni, e di non averne parlato con nessuno. Rarissimo è il caso di quelli che si sono rivolti ai genitori (tra il 2 e il 5% degli intervistati).

Proprio per affrontare le paure delle famiglie che sono sempre più preoccupate dal rischio pedofilia e bullismo on line, l’Unione europea ha deciso che renderà Internet un posto più sicuro. Le misure che l’Unione ha lanciato, e che costeranno 55 milioni di euro al budget comunitario, puntano ad aumentare il sostegno ai piccoli utenti che avranno a loro disposizione una serie di contatti da chiamare (via web o telefono) nel caso in cui rilevino ’stranezze’ o pericoli on line. Inoltre, la Ue invita le aziende in rete e gli internet provider a consultare bambini e ragazzi per creare un ambiente telematico più sicuro.
Secondo l’ultimo Eurobarometro su bambini e web, i pericoli della rete sono una delle maggiori preoccupazioni del 60% di mamme e papà europei, che parlano poco con i figli di quello che combinano quando navigano (solo la metà chiacchiera di rete) ma prendono precauzioni per limitare i rischi (il 59% utilizza filtri e software per controllare il traffico). Per fortuna in questo scenario poco rassicurante, i bambini italiani sono meno a rischio perché poco smanettoni - dice lo studio - e al computer preferiscono il  cellulare.

Rossella Ivone

 
 

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