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Il consumatore nell’era della mobilità

Del: 05/04/2004

La larga penetrazione dei telefoni cellulari, il progressivo allargamento della banda disponibile (Gprs ed Umts), l’introduzione sul mercato di nuovi dispositivi wireless che permettono non solo di comunicare in modalità voce a voce ma anche voce a dati e dati a dati, la possibilità di navigare su internet in ogni luogo ed in ogni momento per ottenere informazioni, fare acquisti, socializzare, giocare, inviare files, cambierà presto le esigenze dei consumatori. I tempi di diffusione dei nuovi devices non saranno rapidi, esiste sempre un ritardo fisiologico da parte del mercato per accettare e utilizzare prodotti e servizi legati a nuove tecnologie. Alcune tendenze in atto, tuttavia, ci dimostrano che stiamo entrando rapidamente nell’era della mobilità. Vediamo quali sono le parole chiave del consumatore mobile. Velocità. Il tempo a disposizione del consumatore è sempre di meno. Cresce sempre di più l’insofferenza verso l’attesa improduttiva, il cattivo servizio. L’avversione per le code, le attese e le lungaggini sta crescendo anche fra gli utenti più tecnodistanti. Il consumatore del terzo millennio vuole risposte e le vuole ora, nel momento della giornata in cui ne ha necessità e nelle modalità da lui preferite. Qualunque sia l’attività svolta attraverso i mezzi mobili, la velocità di fruizione sarà un elemento fondamentale nella creazione della “user experience”. Ubiquità. Se Internet ha dato la possibilità di fruire informazioni in tempo reale, 24 ore su 24 per 365 giorni l’anno, di poter ad esempio verificare il percorso di un pacco affidato ad un corriere veloce (tracking), di consultare on line gli orari dei treni, i “mezzi mobili” estendono il concetto del tempo reale nello spazio. Il servizio ai clienti, le informazioni e l’entertainment possono essere resi disponibili nel luogo oltre che nel tempo desiderati dall’utente. Personalizzazione. Gli utenti considerano mezzi personali i loro device mobili e quindi si aspettano di ricevere messaggi e servizi costruiti in funzione delle loro esigenze personali. Per evitare gli errori della new economy, la catena del valore dell’industria del “mobile”, il mondo della comunicazione e del marketing farebbero bene a non farsi “affascinare” dalle “possibilità tecnologiche” e concentrare tutti gli sforzi nel processo di individuazione e di soddisfazione dei bisogni dei “consumatori mobili”, tenendo ben presenti le caratteristiche dei mezzi e del loro utilizzo. Se Internet ci ha obbligato a sviluppare nuove modalità espressive specifiche per la “rete”, i mezzi mobili ci richiederanno di rimettere tutto nuovamente in discussione.


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