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FOCUS ON MANAGEMENT BRANDING MEDIA INTERNATIONAL

Macgregor, spazio alle idee

Del: 06/04/2004

Alasdhair Macgregor-Hastie, 41 anni, padre scozzese e madre monferrina, inizia la sua carriera in pubblicità nel 1986 a Milano come copywriter in Livraghi, Ogilvy & Mather.
L’anno successivo approda in Bozell, Jacobs, Kenyon & Eckhardt e nel 1990 passa in Universal McCann-Erickson, dove resta fino al 1996.
Dal 1996 al 2000 è direttore creativo in Bozell e direttore creativo associato DaimlerChrysler Europe.
Il 2000 è l’anno che segna il suo ingresso in Delvico Bates come direttore creativo esecutivo della sede di Barcellona.
Nel 2002 entra in Publicis, come direttore creativo esecutivo, diventando uno dei fautori del nuovo corso inaugurato da Morvilli.

Qual è il valore aggiunto che la filosofia olistica riesce ad apportare nel reparto creativo ?
L’approccio olistico crea una sinergia molto forte fra le vedute dei creativi e quelle del reparto strategico. Il rischio che la creatività possa predominare sulla strategia e viceversa è sempre molto elevato: a minimizzare questa probabilità interviene la filosofia olistica, che aiuta a conciliare le esigenze e ad accrescere le potenzialità, grazie a un lavoro in team e a un costante scambio fra i due reparti.

E’ possibile fare l’identikit del creativo olistico?
Nessun segno particolare: un creativo olistico deve saper comunicare, far capire in maniera semplice e immediata il messaggio che il brand vuole lanciare; il consumatore deve individuare subito l’essenza di un marchio, ma questo non è sempre facile: ogni giorno siamo sottoposti a un bombardamento di informazioni spesso poliedriche e distoniche. La tendenza alla ‘simplexity”, alla semplicità va scomparendo, noi dobbiamo recuperarla.

Com’è cambiato il reparto creativo di Publicis in quest’ultimo anno?
Lo abbiamo ringiovanito, attraverso la presenza di ragazzi dalle idee fresche e dinamiche; tuttavia non abbiamo perso di vista l’importanza di solide professionalità nelle posizioni senior: per questo Stefano Colombo, direttore creativo/head of art, Mimmo di Lorenzo, direttore creativo e Roberto Caselli, direttore creativo associato, sono tre figure fondamentali per trasformare le idee dei giovani creativi in esempi pratici di comunicazione olistica, in grado di essere sviluppate in modo unitario e coerente in tutti i canali di comunicazione.

 

                                                      Rossella Ivone
                                              redazione MyMarketingNet

 
 

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