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Per fare un telefonino ci vuole la...plastica

Del: 28/04/2004

A volte le innovazioni più importanti non si vedono, anche se sono sotto gli occhi di tutti. E’ il caso di quella che rende possibile le più recenti generazioni di telefoni cellulari, a grande schermo a colori, che sarebbero meno apprezzati se i display a cristalli liquidi, che ne sono la caratteristica più attraente, fossero soggetti a danni di utilizzo come graffi o urti.
Bekaert, società multinazionale, leader nella lavorazione dei fili di acciaio e nelle tecnologie di rivestimento, presente in Italia con la divisione Fencing, ha messo a punto e reso disponibile alle maggiori società produttrici di cellulari, la propria tecnologia di protezione dei display LCD, che permette, in modo semplice, di superare tutti i potenziali inconvenienti dei display di grandi dimensioni.
Si tratta di AR-Moxâ, una pellicola composita realizzata in policarbonato e polietilene con uno spessore, secondo le versioni, tra i 5 e 7 millesimi di pollice (0,13-0,18 millimetri), che garantisce una trasmissione della luce visibile superiore al 93% e una percentuale di riflessione incidente inferiore allo 0,6%, caratteristiche fondamentali per gli schermi a colori che, operando nella maggior parte dei casi in piena luce, devono garantire massima luminosità e contrasto.
Oltre a proteggere da graffi, urti e polvere, la pellicola AR-Moxâ ha un trattamento superficiale che non trattiene le materie grasse (come quelle naturali della pelle), ulteriore fondamentale caratteristica studiata per questi oggetti, concepiti per essere maneggiati quotidianamente.

 
 

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