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La pubblicità cambia pelle?

Del: 10/06/2004

L’affollamento pubblicitario non è certamente un problema nuovo. Giancarlo Livraghi, noto pubblicitario e oggi studioso della rete, nel “Libro della pubblicita”, ci ricorda che già nel 1759 Samuele Johnson così scriveva su The Idler: “gli annunci pubblicitari sono oggi così numerosi che sono letti con negligenza, ed è perciò divenuto necessario conquistare l’attenzione con magnificenza di promesse, e con eloquenza talvolta sublime e talvolta patetica”.


Da allora non si contano le volte in cui la pubblicità è stata data per morta.
Bruno Ballardini, pubblicitario pentito e fondatore di una storica associazione per la comunicazione interattiva, Interacta, (di cui tra l’altro sono stato vicepresidente) addirittura ne ha scritto un libro per decretarne la sepoltura.
Oggi la pubblicità è viva più che mai, anche se la crisi economica ha contribuito ad un pesante taglio dei budget pubblicitari.
Come molti sanno, la pubblicità televisiva assorbe la quota più importante degli investimenti da parte delle aziende.
In particolare, il mercato della pubblicità televisiva segue un modello commerciale consolidato, che funziona come un orologio svizzero. Almeno fino ad ora.

Dall’introduzione della televisione a colori e dall’invenzione del telecomando, la televisione ha subito pochi cambiamenti tecnologici.
Lo stesso è successo per i formati pubblicitari, che ad eccezione delle telepromozioni non hanno subito mutamenti profondi.

L’avvento della televisione digitale sta per scardinare il funzionamento del mercato pubblicitario televisivo e a livello internazionale i broadcaster stanno prendendo in seria considerazione la minaccia che proviene dalla rapida diffusione delle tecnologie di DVR (Digital Video Recording), che consentono non solo di registrare con grande facilità i programmi televisivi su un hard disk, ma soprattutto di bypassare gli spot pubblicitari.

Non è la pubblicità ad essere in crisi, l’avvento della tv digitale impone il ripensamento del modello basato sullo spot da 30”, sempre meno adeguato per un consumatore la cui risorsa più preziosa è l’attenzione. 

                                      

                                                              Maurizio Goetz
                                                Consulente di Marketing Digitale
                                                          m.goetz@infinito.it

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