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A Rebibbia l’alta moda di Swarosky

Del: 19/07/2004

Otto le detenute che hanno partecipato al corso di formazione in “Alto artigianato” a Rebibbia commissionato da Alta Roma e svolto dall’Istituto Europeo di Design da marzo a giugno.
In questi mesi le “artigiane” sono riuscite a realizzate tre abiti a testa sul tema delle olimpiadi fissato da Alta Roma per la settimana dell’Alta Moda di quest’anno.


Il tema per la selezione iniziale, necessaria a verificare quanto le detenute sapessero disegnare e tradurre le loro idee in concetti trasmissibili all’esterno – racconta il direttore dell’Istituto, Francesco Schianchi - è stato: “l’abito che hai sempre sognato”.
Volevamo che fossero libere – spiega Schianchi – di tirare fuori, ognuna, quello che aveva dentro e di trasferirlo sulla carta.

Ogni detenuta ha preferito lo sport più vicino alla propria realtà o ai propri sogni.
Pilar, che si è affermata fin dal principio per le sue doti di comunicazione come leader del gruppo, ha scelto il nuoto per la libertà di movimento, Elena l’equitazione perché nel suo paese faceva la fantina. Marta il ciclismo come appassionata, ma la vera sorpresa alla sfilata del 16 luglio sarà l’ abito – torcia di Estela, composto da lingue di fuoco fiammeggianti su un costume bianco dove sono rappresentati i cinque cerchi olimpici.

Decisivo è stato l’apporto della Swarosky sinonimo, del lusso e dello splendore del jet set, che ha inviato una grande scelta di cristalli luminosi da applicare ai vestiti regalando brividi di emozione pura alle donne che hanno partecipato al corso.

Ci sono state  lezioni teoriche divise per settori da parte di
 un corpo docente esclusivamente femminile che è partito dalla storia dell’alta moda ed è arrivato fino alla comunicazione del progetto con Viviana Gravano. In mezzo a tutto questo le ragazze sono state introdotte in disegno di moda permettendo loro di superare le difficoltà che incontravano nel riportare sul foglio l’idea dell’abito.

Si sono occupate inoltre della modellistica, del ricamo di alta moda, del tessuto creativo e delle tinte vegetali e di tante altre attività utili alla realizzazione degli abiti.
Per le detenute questa è stata un’opportunità di uscire fuori dalla routine del carcere, mettere a frutto il proprio talento e soprattutto di poter acquisire delle competenze per realizzare un prodotto da vendere e da mettere sul mercato.
“Un’esperienza davvero ricca – commenta la Fiorelli - che si è sviluppata giorno per giorno, grazie a un’interazione perfetta con la direttrice del carcere, dottoressa Zainaghi e con l’Associazione per i diritti e la libertàOra d’Aria” attraverso la sua presidente, Carmen Bertolazzi.

Ora la ricompensa che aspetta tutti quelli che hanno partecipato a questa importante iniziativa è la firma della prima commessa per le nostre “studentesse”….

 
 

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