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FOCUS ON MANAGEMENT BRANDING MEDIA INTERNATIONAL

Manager vs creativi, è tregua?

Del: 20/07/2004


Guarda la nostra intervista al presidente Panzeri!


Che tra manager e creativi non corra buon sangue, è cosa risaputa: poco affidabili, poco innovativi, carenti di nozioni di marketing e di strategie aziendali, gli uomini della pubblicità sono spesso invisi ai dirigenti d’azienda che con il mondo dei pubblicitari, come è stato spesso sottolineato, hanno un rapporto fatto più di incomprensione che di amore.

Con le ovvie conseguenze sulla nostra pubblicità. Per creare un ponte tra questi due mondi in apparente antitesi, l’idea di Gianguido Saveri e Lele Panzeri, rispettivamente socio e presidente dell’Art Directors Club Italiano, che hanno realizzato, in collaborazione con l’istituto Teseo, la ricerca “La ragione del cliente”, un’analisi dettagliata e puntuale del modo in cui i manager vedono e giudicano i loro creativi.

Nato nel 1985, l’ADCI riunisce i migliori professionisti della comunicazione pubblicitaria, al fine di stimolare il raggiungimento dei migliori standard di creatività, originalità ed efficacia nella comunicazione pubblicitaria.
Da qualche anno in Italia però languono i riconoscimenti internazionali, sintomo innegabile che la qualità della nostra pubblicità non sia nel suo fulgore.
A testimonianza di questo dato di fatto, le opinioni dei manager che hanno dato alla pubblicità italiana appena la sufficienza: il 58% del campione si ritiene infatti solo abbastanza soddisfatto della collaborazione con i creativi, mentre il 40% del totale afferma che la pubblicità è di bassa qualità rispetto alla media internazionale.

In particolare i manager lamentano la scarsa propensione dei creativi a osare nuove strade di comunicazione, il provincialismo e l’autoreferenzialità della nostra comunicazione pubblicitaria, che non emoziona i consumatori, ma li costringe a una visione edulcorata e stereotipata della realtà.
Altra nota dolente la consistency, ovvero la mancanza di strategia a medio termine nella comunicazione, che cambia a ritmi sostenuti senza continuità di messaggi e proposte.

Solo poche pubblicità made in Italy sono state giudicate di forte appeal dai manager, prima fra tutte la pluridecorata“The sculptor- peugeot 206”, che ha conquistato le simpatie di larga parte del campione.

Nell’acceso dibattito che ha accompagnato la presentazione della ricerca, non sono mancate le risposte dei creativi e l’opinione del presidente Lele Panzeri, che ha sferzato una critica tagliente all’ abusata abitudine, delle gare per l’assegnazione della creatività.

Scopri la sua opinione nel nostro servizio!

                                                                 Rossella Ivone

Approfondisci la ricerca nell’allegato!

 
 

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