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World Business Forum

Del: 28/07/2004


Grande fermento nel mondo del business: per la prima volta, il prossimo ottobre, l’Italia sarà scenario del World Business Forum, l’evento che vede la partecipazione dei maggiori guru dell’economia mondiale (Phlip Kotler e Rudolph Giuliani solo per citarne alcuni), in una due giorni intensa e ricca di imput per la classe dirigente.
Ne abbiamo parlato con Federico Battilana, International Business Manager di HSM Goup, la società che organizza l’evento.

Dopo i due convegni di New York e Francoforte, il WBF arriva a Milano, ma quando è nato e in cosa consiste esattamente?
L’ idea originale è nata da HSM Group, azienda multimediale specializzata in executive education, fondata 15 anni fa in America e giunta in Europa nel 2002, e consiste nel riunire i leader del management internazionale e i leader aziendali di ogni Paese per trattare idee e tendenze dei diversi mercati e settori influenti dell’economia nazionale. Possiamo dire che é il sunto tra un Corso di Formazione e un Brain Storming a livello nazionale.

Perché ha successo il modello del World Business Forum?
Oggi i dirigenti non hanno tempo di fare corsi lunghi e generalmente hanno gia fatto MBA, ciò nonostante devono continuare a formarsi in un mercato dinamico e globalizzato. Noi riuniamo in un unico evento i maggiori esperti di management: in questo modo gli iscritti oltre che pura formazione trovano nelle due giorni un punto di networking e relazione colleghi, clienti, prospects e concorrenti.

Sette guru internazionali saranno protagonisti a Milano di convegni sugli scenari economici venturi; qual è il valore aggiunto potranno dare alle realtà imprenditoriali italiane di piccole e grandi dimensioni?
Il valore aggiunto é tanto nella qualità dei relatori quanto nella platea di partecipanti. I guru portano idee nuove ed esprimono opinioni pratiche, che fanno la differenza sul lavoro di ogni giorno. Essendo grandi comunicatori hanno sempre l’abilità di far vedere le problematiche più complesse in modo diverso, piu chiaro. E la gente arrichisce questo forum con le esperienze del proprio settore, portandole poi nella propria azienda sia piccola che grande.

Come sta reagendo la nostra business communty all’evento?
E’ già un sucesso in ogni senso, mancando ancora tre mesi abbiamo più di 2100 iscritti, tutti dirigenti di grandi, medie e piccole imprese che vogliono approfittare dei contenuti di questo Forum per fare la differenza nel propio business e continuare ad essere competitivi. Anche per quanto riguarda le aziende che collaborano con noi abbiamo trovato l’appoggio dei principali gruppi e di imprese italiane e mondiali, leader e innovatrici nel loro mercato come HP, BMW, SAS, Banca Mediolanum, Vodafone, SDA Bocconi, Coriere della Sera e Il Mondo.

Quali sono secondo lei i punti di forza e di debolezza dell’economia italiana?
Secondo me uno dei punti piu forti è che l’ economia italiana è composta principalmente da piccole e medie aziende, questo genera una forza omogenea e condivisa che fa girare l’economia, possiamo dire che questo è il punto “operativo”; per quanto riguarda il discorso “marketing” senza dubbio lo sviluppo che avete fatto del made in Italy, muove settori come la moda, il turismo e la ristorazione che hanno fama (ben guadagnata) internazionale. Considero che uno dei punti piu deboli sia la differenza economica tra nord e sud, essendo il sud una terra cosí bella e ricca in risorse, come il turismo e l’agricoltura, penso che se ne potrebbe approfittare meglio.

La sua posizione le consente di avere uno sguardo nitido sulla realtà economica internazionale: è in pericolo il made in Italy?
Assolutamente no. Come dicevo prima il made in Italy è un vantaggio competitivo troppo forte, sviluppato con l’appoggio della realtà imprenditoriale e del lavoro. Non è una mera utopia e per questo non si puó anullare o paragonare ad altri Paesi, neanche se si istituisse un “made in Europe”. Credo che abbia la forza per sopravvivere al di là delle esclusive etichette dell’abbigliamento e delle mosse degli altri mercati.

                                                         Rossella Ivone

 
 

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