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Il sogno europeo

Del: 08/09/2004

Relatore:
Jeremy Rifkin
Fondatore e Presidente della Foundation on Economic Trends di Washington

Come l’Europa ha creato una nuova visione del futuro che sta lentamente eclissando il sogno americano.

L’American Dream è stato con noi fin dalla fondazione del nostro paese. Rappresenta la possibilità illimitata di ciascuno di perseguire la vita, la libertà, la felicità - e uno scaglione fiscale più alto.
E’ il sentimento che qualsiasi cosa si può raggiungere lavorando duramente ed avendo fede e determinazione.

Ma ora ci stiamo svegliando da quel sogno.
Gli americani sono oberati da un crescente eccesso di lavoro, sono sottopagati, hanno sempre meno tempo a disposizione e si sentono incerti circa la possibilità di migliorare la loro vita.
Siamo indebitati, siamo in guerra e il nostro ambiente viene saccheggiato, lasciando poco di cui le generazioni future possano gioire.
Un terzo di tutti gli americani dice di non credere più nell’American Dream. Il Sogno Americano sta perdendo la sua vitalità.
E cosa lo rimpiazzerà in questo mondo in cui aumentano il rischio, la diversità e l’interdipendenza? E qual è stato l’impatto del nuovo Sogno Europeo?
L’Europa sta già superando l’America in molti modi.
Venticinque nazioni, che rappresentano 455 milioni di persone, si sono unite per creare gli Stati Uniti d’Europa.
Il PIL dell’Unione Europea, che ammonta a $ 10,5 trilioni ora sta mettendo in ombra gli Stati Uniti come maggiore economia mondiale. L’UE è già ora il leader mondiale dell’export e il maggiore mercato commerciale interno.
Una buona parte dell’Europa gode di una maggiore longevità ed alfabetizzazione, ha meno povertà e meno criminalità, meno tensioni e degrado, ferie più lunghe e percorsi più brevi di quelli che copriamo noi negli Stati Uniti per andare al lavoro. Se si considera cosa rende grande un popolo e cosa costituisce un migliore stile di vita, osserva Rifkin, l’Europa è una guida per il futuro dell’America.

Tutto questo non suggerisce che l’Europa sia diventata improvvisamente utopia. I suoi problemi - mette in guardia Rifkin, sono complessi e le sue debolezze sono assolutamente trasparenti. E naturalmente la nobiltà di sentimenti degli europei è spesso pervasa di ipocrisia.

Tuttavia non si tratta di vedere se gli europei vivono a livello del sogno che hanno per loro stessi. Noi non siamo mai arrivati a vivere completamente al livello dell’American Dream. Piuttosto, ciò che conta - come nota Rifkin - è che l’Europa stia articolando una nuova visione audace per il futuro dell’umanità che in molti dei suoi aspetti più fondamentali si differenzia da quella americana.

 
 

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