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La banca multicanale e l’e-banking

Del: 11/10/2004

La storia recente ha dimostrato che l’avvicinamento di molte banche ad Internet ha coinciso con il boom del trading online che sospinto per molti mesi dalla buona performance dei mercati azionari, ha consentito ai neonati intermediari virtuali di acquisire rapidamente adeguati volumi di clientela e ha contribuito ad alimentare l’interesse da parte della stessa verso questa nuova modalità operativa.

I successivi eventi hanno però evidenziato l’estrema variabilità del fenomeno Internet: lo stesso trading, fino a quel momento vero e proprio driver per la diffusione dell’operatività online, ha rappresentato poi un freno allo sviluppo dell’Internet Banking, visto l’andamento negativo che ha caratterizzato le borse mondiali.
A segnare la svolta sono stati i tragici eventi del settembre 2001 con tutto quello che ne è conseguito.
La caduta dei listini azionari ha, come prima conseguenza, allontanato
il pubblico dal trading online e da Internet: molti gruppi finanziari e creditizi si sono visti costretti a cambiare in fretta strategia e convinzioni, sino a pochissimo tempo prima considerate vincenti.

Così, quasi per assurdo, le banche che più avevano impiegato uomini e risorse nella New Economy ne sono uscite sconfitte e, alla fine, è stato premiato chi è rimasto ancorato, per lungimiranza o addirittura per scarsa intraprendenza, alle impostazioni tradizionali.
La crescita dell’online banking è stata decisamente inferiore alle aspettative di molti analisti; molti operatori erano convinti di trovarsi di fronte ad una killer application che avrebbe spazzato via i settori tradizionali. Le tendenze in atto stanno invece dimostrando che le previsioni erano eccessivamente ottimistiche e che era stata sottovalutata l’importanza dei canali tradizionali.

Dunque, la situazione che si è andata configurando vede, da un lato, gli estimatori di Internet e delle sue infinite possibilità operative (le cosiddette pure eBank), e dall’altro lato le banche definite tradizionali (che cercano di mantenere la rigida struttura su cui
hanno costruito, nel corso degli anni, la propria forza).
L’attualità dimostra l’inefficacia o la parziale efficacia sia dell’uno che dell’altro modello estremo e la convergenza dei due opposti verso una strategia incentrata sulla multicanalità integrata.

Dunque, le pure eBank hanno dovuto integrare i propri servizi evoluti con quelli tradizionali (filiali, sportelli leggeri, promotori, ecc.) al fine di dare concretezza e tangibilità alla propria attività; le banche tradizionali, d’altro canto, hanno dovuto integrare i servizi tradizionali presenti con quelli più evoluti (Internet banking, Mobile banking, Telephone banking, ecc.).

Il modello multicanale, quindi, risulta attualmente la strategia ottimale.

                                               Filippo Cossetti
                                  (Università degli Studi di Macerata)

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