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La GD europea non vende online

Del: 12/11/2004

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Le grandi insegne europee della moderna distribuzione organizzata rifuggono lo shopping online
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È quanto emerge da una ricerca condotta da webatelier dell’Università della Svizzera italiana e da Lavapiubianco  presentata a Milano con il patrocinio della Camera di Commercio Svizzera in Italia.


Si tratta del primo appuntamento di una serie di osservatori settoriali di respiro europeo dal titolo W.W.W. Web Wide Watching.
Internet per le aziende della distribuzione è uno strumento sicuramente informativo, tendenzialmente di relazione con il cliente, ma raramente anche di vendita online.

“Questo è un evidente paradosso. – ha commentato Lorenzo Montagna, fondatore di Lavapiubianco.com e curatore della ricerca - È come se i siti dei principali istituti bancari europei non prevedessero servizi di “home banking”. È  nota a tutti la differenza tra la vendita e la gestione di atomi rispetto a quella di bit, ma colpisce comunque che colossi multimilionari siano tanto poco strutturati per la vendita online che richiederebbe per loro uno sforzo sicuramente inferiore rispetto ad altre industry molto più attive sul web.

I retailer non fanno “e-commerce”. “Abbiamo voluto analizzare il fenomeno a livello europeo perché il web non ha confini – ha aggiunto Lorenzo Cantoni, direttore di webatelier dell’Università della Svizzera italiana e curatore dello studio – Per quanto riguarda l’Italia, fatta eccezione per Esselunga, che ha conseguito il maggior punteggio online, e in parte per Bennet e Coop, l’Italia sembra che si sia “dimenticata” dei servizi, della ricerca in rete di personale e dello shopping online.”

Il web è invece utilizzato senza ombra di dubbio come strumento d’immagine, di presentazione alla clientela, agli investitori, al pubblico in genere. Uno strumento più di pubbliche relazioni che di business.
La presenza di un’area di vendita, oltre a non essere una costante, quando presente, non offre una vera e propria “experience” positiva, limitandosi spesso a un catalogo interattivo di prodotti e caratteristiche poco coinvolgente, a differenza di molti siti statunitensi analoghi (come walmart).
Pochi vendono e pochi fanno marketing attraverso la rete, con l’eccezione dei siti inglesi che hanno newsletter, magazine, community e servizi di contact molto interessanti ed efficienti, confermando ancora una volta la maggiore cultura di orientamento al cliente e predisposizione all’innovazione delle aziende d’oltre Manica, da sempre più vicine a quelle americane.
Non a caso l’Associazione dei Consumatori Americani ha premiato per due anni consecutivi Amazon come miglior retail USA. Anche questo, forse, è un paradosso. Ma è un segnale forte per chi opera in questo mercato.

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