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Premio Tagliacarne 2004

Del: 12/11/2004

 Guarda il nostro servizio sulla premiazione, clicca qui!


E’ stato assegnato a Mario Moretti Polegato, presidente di Geox, il premio Tagliacarne 2004.

Con un fatturato di 314 milioni di euro nei primi 9 mesi del 2004, + 32% rispetto all’anno precedente, la Geox è una delle industrie italiane che gode di salute migliore.

Per questo ha preso corpo l’idea di Moretti Polegato di collocare il 25% del capitale dell’azienda in Borsa: dal 25 al 26 novembre prenderà il via l’offerta pubblica di vendita, mentre il 1° dicembre ci sarà il debutto a Piazza Affari.
E proprio per un’urgente quanto improrogabile riunione coi vertici di alcune banche, Polegato sia scappato via in fretta dalla cerimonia di premiazione, senza attendere la chiusura dell’evento.

La Geox rappresenta, com’è stato sottolineato durante il conferimento del premio, quel mix di ricerca, innovazione e sviluppo a cui il made in Italy dovrebbe ispirarsi: di qui l’assegnazione del 27esimo premio Tagliacarne.
Questo è il riconoscimento conferito da AISM agli uomini che hanno svolto un ruolo significativo nella diffusione e nell’applicazione del Marketing in Italia.


Ad arricchire la cerimonia, un dibattito sul ruolo del marketing nel futuro del made in Italy, croce e delizia di politici, manager e accademici, che da anni dibattono sul suo stato di salute, sempre più minacciato dall’aria nuova proveniente da est e dalla crisi ormai decennale delle nostre imprese.

Prossimo alla decadenza o al rilancio dopo anni di stasi e di attacchi? Modello vincente o superato? Si sono interrogati su questo i relatori presenti, da Maurizio Chiesura, presidente di AISM, a Giulio Malgara, presidente Upa, da Paolo Borzatta di Studio Ambrosetti, a Nicola Piepoli presidente dell’Istituto Piepoli e Sergio Meacci AD di dataBank.

Un pungente quanto interessante appunto l’ha fatto Michele Perini, presidente di Assolombarda, che ha sottolineato l’estrema necessità del nostro Paese di ripensare alla distribuzione, ad oggi nelle mani di stranieri che hanno scarso interesse a puntare sui nostri prodotti.
Guardare al mercato cinese con fiducia e in ottica imprenditoriale è stato l’altro argomento caldo del dibattito; lo stesso Polegato nel 2003, ha siglato un accordo di partnership con il gruppo Aokang, secondo produttore di scarpe cinese e ha depositato i suoi brevetti in Cina, mercato ricco di prospettive.

“Sono un inventore, ho il gusto tutto italiano di sperimentare. A molte imprese italiane purtroppo manca creatività e coraggio di innovare; con me è iniziata una nuova era, in cui i piedi finalmente possono respirare”- ha puntualizzato Polegato con estroverso istrionismo.
Qualità che, insieme al coraggio, di certo non manca all’imprenditore veneto, il quale, dopo aver conquistato l’Europa ed essere sbarcato in Asia, è pronto alla sua sfida più grande, fare le scarpe ai pescicani di piazza Affari.

                                                     Rossella Ivone

 
 

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