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World Business Forum

Del: 12/11/2004

     
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Conciliare finanza e marketing, considerare il marketing dal punto di vista strategico e non solo tattico, ma soprattutto usare la nuova tecnologia: ha la forma di un triangolo equilatero il paradigma del marketing del futuro.


A disegnarlo, di fronte a una platea di 2500 persone, Philip Kotler, che è intervenuto al primo World Business Forum italiano, organizzato da HSM Group, azienda internazionale specializzata in executive education.

Scenario della manifestazione uno dei saloni di Fiera Milano, gremito dal top management del nostro Paese, giunto per ascoltare le teorie di sette guru del marketing e dell’economia mondiale.
Ad infiammare la platea, da subito, l’intervento di Rudolph Giuliani, per la prima volta in Italia, che ha parlato con toni accesi dell’importanza della leadership in un’azienda: per essere leader bisogna offrire idee che diano speranze, fornire soluzioni, combinare ambizioni personali e altruismo- ha sottolineato l’ex sindaco di New York- ricordando i terribili giorni successivi all’11settembre.

Jack Welch, ex CEO di General Eletric, ha invece fatto il punto sull’implementazione di strategie vincenti in ambienti complessi e in costante cambiamento; sul palco insieme a lui anche Paolo Fresco, artefice del successo di GE insieme a Welch e animatore di uno stimolante dibattito con i manager in sala.

Michael Porter, professore di strategia alla Harvard Business School, Stephen Covey, una delle più influenti autorità del pensiero manageriale e Tom Peters, padre dell’azienda post moderna ed esperto di top management, si sono alternati nei due giorni dell’ accorsato evento.

Unico italiano presente fra i relatori, Maurizio Dallocchio, dean di SDA Bocconi e professore di Finanza aziendale dell’università Bocconi, che ha delineato lo scenario competitivo italiano, affermando che “nel nostro Paese ci sono troppi grilli parlanti pronti a fare analisi distruttive ma incapaci di suggerire rimedi ai mali che denunciano”.

Atteggiamento del resto criticato aspramente da Kotler, che ha chiosato “Dobbiamo guardare fuori dalla finestra, troppi manager si guardano solo allo specchio”, sottolineando l’incapacità di molte aziende di investire in ricerca e innovazione.
“Sono necessari nuovi skills di marketing- ha aggiunto- per essere competitivi non si può più ricorrere all’adv di massa, i marketing manager devono fare una chiara stima del ROI prima di realizzare una campagna, diventare esperti di finanza, poi investire in ricerca e avere una efficiente forza vendita; solo dopo questi passi si potrà ricorrere a una buona campagna pubblicitaria”.

Guerrilla marketing, sponsorship, testimonial, product placement: sono questi gli strumenti di marketing per del futuro, ha concluso Kotler.
Un futuro in cui- parafrasando l’affermazione del CEO di Sony- sarà necessario non servire i mercati ormai saturi, ma crearne di nuovi per avere successo.

                                                         Rossella Ivone

 
 

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